L'onirismo di Calogero

Oltre cento opere, dipinte a olio di grande formato, per raccontare il percorso lungo cinque decadi di un artista visionario e schivo, che ha fatto dell’eclettismo il proprio fulcro. Il riferimento è a Jean Calogero, a cui la galleria d’arte moderna-centro culturale Le Ciminiere di Catania, dedica un’antologica.

Promossa dai figli Massimiliano e Patrizia Calogero e dalla provincia Regionale, la rassegna è aperta al pubblico fino al 12 dicembre e ripercorre le varie stagioni creative dell’artista catanese scomparso nel 2001 all’età di 79 anni. Francese d’adozione, Calogero manifesta fin dall’adolescenza la sua passione verso il disegno e la pittura, trasferendosi appunto a Parigi per frequentare i corsi dell’Ecole des beaux-arts. «L’artista siciliano entra nel respiro europeo proprio dal contesto parigino, con una piccola mediazione fauve», scrive il curatore Carmelo Strano nel volume “Jean Calogero” (edito da Angelo Mazzotta) che accompagna la mostra. Quindi la macchina del tempo torna al 1951, quando nella capitale transalpina l’artista espone la sua prima personale presso la galleria Hervé – qui in Francia vengono rievocati la Sicilia, i suoi miti, i suoi colori decisi e luminosi – risultando subito oggetto di indagini critiche. Dal surrealismo all’impressionismo, «nell’economia generale dell’opera di Calogero il terreno sul quale si sviluppa il primo sembra prendere il sopravvento sull’influenza del secondo», spiega ancora Strano, che specifica: «Se questo si può dire sul piano poetico, non vale sul piano del linguaggio e della tessitura cromatica».

Un modus operandi intrigante, dunque, quello di Calogero – «artista molto mediterraneo, solare e soleggiato per essere un vero, seppure tradivo, surrealista», circoscrive il curatore – che dai primi anni Settanta si fa più presente in Italia, mantenendo il suo studio parigino e continuando ad esporre con successo negli Stati Uniti e in Giappone.

Info: www.jc2010.it