Le radici della creazione

«Luca Padua non si concede il piacere sensuale della creazione senza cercare di coglierne le radici.Deve capire cosa crea e perché lo crea. E tentare di scoprirlo con lui, di ripercorrere il sentiero che la sua mano ha seguito modellando la creta, offre l’opportunità unica di spiare un uomo nell’attimo in cui diventa artista». Così Carlo Dal Pino tratteggia lo spirito che anima il lavoro creativo dello scultore-neurologo Luca Padua. Le sue opere, in creta, hanno arricchito l’ottobre padovano  nelle due mostre  Possesso e solitudine (patrocinata dal comune veneto alla sala della Gran guardia)  e Forme di memoria manuale (a Laformadellibro, emergente centro di cultura della città). Due esposizioni complementari, capaci di offrire uno spaccato completo dell’artista che spazia dalle dolcissime figure femminili (Malinconia sul muretto, Donna raccolta nei pensieri, Modella stanca) all’irruenza della passione e del predominio (i Possessi), all’enigma dialettico delle coppie (Bacio senza parole, Coppia viola, Adamo ed Eva), alla solitudine e sofferenza dei tanti Ecce Homo.

“Possesso e solitudine sono due condizioni che ho toccato da vicino – scrive l’artista – è la storia stessa della  Terra, intendo creta, del farla, plasmarla, ma di più dell’amore, seme del dolore e odio». Gli eventi si concluderanno il 24 ottobre. L’esperienza ha lasciato ai numerosi visitatori l’opportunità, unica, di girare attorno alle sculture, toccarle (perché la materia trasmette emozioni), viverle, osservati dall’Ecce Homo 1, in fondo alla Sala, potente come pochi Cristi in croce.

A Laformadellibro predominano i bozzetti, che l’autore crea “dopo la scultura madre”, quasi a ripercorre l’istintuale percorso creativo, alla ricerca dell’idea primigenia da cui è scaturita, già adulta, l’opera madre. Sedute tra i libri, accoccolate agli scaffali di una delle più belle e giovani librerie di Padova, le piccole creature di creta rappresentano la sintesi del processo creativo di Padua. A far loro compagnia, molte donne eteree, elegantemente instabili, appoggiate a un muro o a un oggetto, perché anche la caduta fa parte della vita e porta alla solitudine. Il catalogo delle mostre, Terre sole, oltre a due saggi critici di Carlo Dal Pino e Carmine Benincasa, è arricchito degli scritti dell’artista sulle Sue opere (presenti anche nelle sedi espositive).

Info: www.lucapadua.it.