Franko B in scena al Pac

Il percorso di duplice struttura, classica e contemporanea, “i still love” di Franko B, curato da Francesca Alfano Miglietti, in mostra al Pac, in occasione della sesta giornata del Contemporaneo, sciocca e, al tempo stesso, risveglia gli animi, per le cruenti immagini video, di forte impatto emotivo, e per le sculture d’origine animale, colorate di un nero petrolio, quasi in ricordo degli attuali disastri atmosferici che hanno legato l’incoscienza natura animale alla morte.

Come afferma L’Assessore Finazzer Flory, presente durante la presentazione dell’evento: «Quella di Franko B non è una mostra sul suo corpo ma sul corpo». Anche se la curatrice ribatte che più di tutto essa fa risaltare: «La pietà, la solitudine, il silenzio, l’incontro, il gesto dell’aiuto». Nel descrivere quest’esibizione è possibile avvalersi di una pluralità di aggettivi, come afferma la curatrice; essa, infatti, è “fragile”, “delicata”, “poetica”, “languida” non ha nulla a che vedere con la forza o la potenza ma la mostra parla di debolezza, di languore e sicuramente è opportuno accoppiarla al termine “atemporale”.

Non solo Franko B possiede la qualità attitudinale a mettere in scena un lavoro che è estremamente attuale, tanto da non poterlo esibire con la stessa valenza «in nessun altro tempo e in nessun altro momento», ma anche la delicatezza e l’adoperarsi in tematiche tipiche della classicità. Francesca Alfano Miglietti si sofferma su questa riflessione affermando: «Questa mostra è scandalosamente classica. È una mostra dove c’è pittura, scultura, istallazione, ricami, le cose più classiche da sempre nell’arte… Gli stessi oggeti che vengono toccati in questa mostra sono di natura classicheggiante cioè gli animali, le ossa umane, il ricamo, le tele, i colori».

Nel contrasto tra bianco e nero, tra luce ed ombra, che dà vita a suggestive atmosfere, alcuni elementi utilizzati, simbolicamente aderenti al pensiero di Franko B, non sono che evoluzioni di un percorso artistico.
Grazie alle sue doti poliedriche il Direttore dell’Accademia di Brera, Gastone Mariani, a gran sorpresa, concede all’artista il secondo livello del diploma dell’Accademia, in comunicazione e didattica dell’arte.
Franco B descrive l’oscuro colore in acrilico che drappeggia quadri, animali impagliati e il suo corpo stesso e parla del proprio rapporto con la natura e con il sangue che si vede scorrere nelle istallazioni video: «È da anni che lavoro con il nero, è un colore molto completo, vedo altri colori nel nero. Amo gli animali e la natura. Questo lavoro con gli animali ha a che fare con la vita. Il sangue è la vita, scorre intorno a noi, è per tutti uguale, anche se non tutti ne sono consapevoli. Cinque anni fa ho smesso di lavorare così… ora non è più necessario farlo scorrere… è in televisione adesso. Negli anni ’80 c’era una ragione per farlo. Ora può essere una cosa troppo facile. Era un percorso e sto andando avanti più o meno con le stesse ragioni ma con diverse strategie…». Ripensando ad uno degli episodi che lo hanno condotto a inseguire questo percorso, Franko B sussurra: «Ero solo un bambino».