Stralci di una vita normale

Paesaggi, stralci di una vita che s’intravede attraverso elementi fotografici di quotidianità, sequenze di micro-opere che concatenate creano la dinamicità dell’esistenza: questo è il prezioso e ricercato lavoro di Luigi Ghirri (Reggio Emila, 1943-1992).
Partendo da negativi di grande formato, raccogliendo le matrici d’essi, Ghirri crea stampe e piccole fotografie, producendo, così, il lavoro, intitolato “Project prints”, in mostra alla galleria Massimo Minini.

Quest’idea nasce fin dagli anni ‘80, quando decide di lasciarsi dietro le spalle la macchina fotografica di piccolo formato per dedicarsi ad un approfondimento progettuale sulla visione paesaggistica. Ispirandosi al concetto d’estetica artistica di Marcell Duchamp, definito ready-made e ai surrealisti, al loro modo in altre parole di concepire l’arte, ovvero come atto liberatorio dell’inconscio, sin dagli ’70, Ghirri si interessa al legame tra arte contemporanea e fotografia studiando il metodo più veritiero per far sposare l’opera prodotta con l’elemento di realtà scelto come soggetto, fonte primaria di espressione.

Un’esibizione in ricordo di un artista famoso in tutto il mondo che nel 1982 è stato anche celebrato dalla Photokina di Colonia come uno tra i più importanti fotografi della storia della fotografia del XX secolo Le sue opere sono in mostra ben in diciannove importanti siti, tra i quali: Fond National d’Art Contemporain a Parigi e la galleria d’Arte Moderna a Torino.

Fino al 20 novembre; galleria Massimo Minini. Via Luigi Apolloniao 68, Brescia.
Info: 030383034; www.galleriaminini.it

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