Segni di musica

Secondo Arthur Schopenhauer «la musica non è affatto, come le altre arti, l’immagine delle idee, ma è invece immagine della volontà stessa, perciò l’effetto della musica è tanto più potente e penetrante di quello delle altre arti: perché queste esprimono solo l’ombra, mentre essa esprime l’essenza». Celebrare la musica attraverso segni, materia e colore è la sfida di Roberto Brizzi, le cui opere sono esposte alla galleria Zoe, locale dell’Oltrarno fiorentino, fino al 17 ottobre.

In occasione del vernissage, i cantautori Jan De Clercq, Carlo Sciannameo e Michele De Filippo hanno regalato un sottofondo folk e rock alla serata, permettendo agli ospiti di osservare le opere, proprio "con la musica in testa". È questo infatti il titolo della rassegna che, promossa dall’associazione culturale i-dee [ad Arte], riunisce 8 stampe, in origine lavorate da Brizzi su carta semplice con marker e bianchetto, poi scansionate e stampate su tela; 2 opere realizzate con la stessa tecnica e l’aggiunta di acrilici; e 6 acrilici "tout court".

«La pittura diviene la “nota” portante o quanto meno attuale del talentuoso Brizzi che riversa evidentemente nell’arte visiva tutta la sua passata esperienza di musicista. Si tratta di un lavoro simile a un lavoro di traduzione, un diario tutto personale con i colori al posto delle parole. L’estro trova quindi una nuova semantica in cui è davvero possibile assorbire il tempo, il ritmo – così astratto e immateriale – per riformularlo attraverso il movimento impresso ai soggetti protagonisti delle opere».

Del tratto del giovane creativo ne parla in una nota critica, il disegnatore e illustratore italiano, Guido Guidi: «I soggetti rappresentati paiono usciti dalle pagine di un fumetto indipendente, immersi in un’atmosfera completamente isolata da ogni accenno di mondo esterno. Sono opere trasversali, in grado di trovare una collocazione in più ambiti, anche fuori dai luoghi tradizionalmente deputati all’arte, come ad esempio la copertina di un disco o la cover di una rivista specializzata. E non sarebbero mai fuori contesto». Se dal fumetto Brizzi trae ispirazione e tecnica, in quello musicale entra a pieno titolo nel 1996. Da quel momento la musica sarà una costante nella sua vita, anche artistica, e ne è dimostrazione la mostra fiorentina, omaggio a un musicista del colore. Con la musica in testa.

Fino al 17 ottobre.