Una sola moltitudine

Inediti lavori dell’artista Valerio Berruti (Alba, 1977) saranno visibili alla fondazione Stelline, grazie al sostegno dell’assessorato alla Cultura del comune di Torino, per merito del patrocinio di regione Lombardia e del comune di Milano. Il labirinto espositivo Una sola moltitudine coinvolge venti opere che comprendono video istallazioni, tra le quali La figlia di Isacco, presentato alla Biennale di Venezia, e sculture monumentali, molte composte da più pezzi: venticinque sculture, 250 bassorilievi, 30 formelle, 400 mini busti in ceramica.

Distribuite nello spazio invitano il visitatore a esplorare, ad andare alla ricerca forse di un tempo perduto, antico; nel gustare le opere, infatti, si ascolteranno i continui rimandi all’arte classica, all’arte arcaica, legata soprattutto all’epoca medioevale. Il titolo dell’esibizione non ha niente a che vedere con il fenomeno della massificazione, ma coinvolge la solitudine di bambini che nell’insieme formano una moltitudine. Come si noterà al termine della stanza interna vicino all’entrata della sede museale, chiamata La sala del collezionista, bambini a due a due, disegnati su carta Kraft, si abbracciano come per far risaltare l’inizio di una moltitudine. Fino a creare gruppi d’immagini scultoree in cemento completamente identiche le une alle altre disposte nel Chiostro della Magnolia e negli orti di Leonardo. Berruti non utilizza materiale sintetico o chimico ma predilige quello naturale. Disegna sulla juta, si serve di tè e caffé per ombreggiare le figure, di rosa canina che evaporata colora di un azzurro marino i colletti delle sue umane realizzazioni.

Sabbie e resine accompagnano i suoi lavori, alcuni realizzati anche con il ferro che gioca con le ombre prodotte sul bianco di un muro. Artigiano e artista Berruti realizza una mista varietà di opere d’arte a Vedurno, nelle Langhe, all’interno del suo laboratorio, una chiesa sconsacrata del 1995; dà vita disegni e sculture che la curatrice definisce «elementi di un altare dentro un tempio gremito di uomini. Da millenni uguali, sempre gli stessi, fatti di carne, pulsioni, idee, grandezze e debolezze: gli dei di cui parla Pessoa nei suoi versi». Questa è stata la ragione per la quale il titolo dell’esibizione prende il nome dal testo dello scrittore portoghese.

Fino al 31 ottobre
Fondazione Stelline
via Corso magenta 61, Milano
Info: 0245462411; www.stelline.it