Contaminazioni del reale

Procedere dall’osservazione del reale per interrogarsi sulla focalizzazione dei modi della comunicazione in termini visivi, indagandoli attraverso un filtraggio critico che ne rilevi le ambiguità. Questo l’iter che è solito compiere Koka Ramishvili, al centro di una mostra alla galleria Artra di Milano. Fino al 22 ottobre l’artista di Tbilisi, residente a Ginevra da dieci anni dopo un periodo altrettanto lungo in Germania, espone nell’ambito di una vera e propria retrospettiva, "Double V", che oltre a coinvolgere tutti gli spazi della galleria propone proiezioni video, lavori fotografici, acquerelli e una serie di dipinti a olio realizzati appositamente per l’occasione: “Jardin. C’est ce pourquoi nous nous battons”.

«Nell’artista il ricorso a media differenti è funzionale a un’incessante volontà di affrontare i problemi inerenti la formazione delle immagini e la loro pretesa aderenza alla realtà fenomenica» spiega Alberto Mugnaini, autore del testo d’accompagnamento alla rassegna. «Già durante l’accademia – aggiunge – Ramishvili si è confrontato sia con la pittura sia con il cinema, forte dell’esigenza di un’indagine completa del fenomeno artistico». L’interrogazione intorno all’asse documento-immagine diventa per l’artista georgiano, che lo scorso anno ha rappresentato il paese natio alla Biennale di Venezia, una dichiarazione di intenti che sintetizza il senso della sua procedura creativa.

Dunque il soggetto privilegiato da Ramishvili è la realtà nel suo rapporto con la comunicazione. «Può essere una realtà storico-politica oppure una realtà privata e quotidiana. Ciò che interessa all’artista è il processo di contaminazione che il reale subisce», conclude Mugnaini.

Info: www.artragallery.com