Salvataggi evolutivi

Un’illuminante mostra si aprirà tra breve al Ciac, Centro italiano arte contemporanea di Foligno: “Save me”, realizzata da Chiara Dynys a cura di Italo Tomassoni. La parola illuminante, infatti, è tradotta dall’artista con il termine inglese "save", ovvero salvare, risparmiare: calibrando l’uso delle risorse ambientali è possibile sottrarre alla morte sia il pianeta terra sia gli esseri viventi che lo abitano. Un argomento del tutto contemporaneo che anche in questa veste cerca di educare le persone a difendere la natura. La Dynys propone due istallazioni. La prima è un grande albero in terracotta e acciaio, realizzato dall’artista in Siria. Fonte di ispirazione, infatti, è stato il deserto che collega Damasco, Homs e Palmira. La sabbia calda e sottile dispersa nel vento, che ricorda i colori della terracotta, ha il naturale profumo della semplicità della vita, respira e gioca con la luce del sole creando atmosfere da sogno. In onore delle archeologiche memorie romane e della regina Zanobia, dunque, nasce “Save me”, una scultura, a suo modo, del tutto naturale.

La seconda istallazione è composta da tre diamanti di diverse dimensioni che ritraggono la luce in tutte le sue forme. Come afferma il curatore, «Chiara sceglie la luce che, come antidoto al buio, permette alle forme di manifestarsi. Chiara sa che al pensiero della luce si riconduce anche il simbolismo dell’uscita dalle tenebre della morte (la “nigredo” alchemica). Questo, in un’iconografia dell’albero, la porta a riflettere anche sulla ciclicità della vita vegetale che dal seme sepolto si fa radice ed esplode verso l’alto in cerca di luce».

Riflettendo con l’artista sulla salvezza del pianeta, tutto fa pensare a un ritorno alle origini, a un’involuzione. Ebbene sì. Oggi l’evoluzione è un’involuzione. Un pensiero manifesto che invita i filosofi Rousseau e Hegel a uno sposalizio intellettuale. Se per il primo, infatti, la salvezza dell’individuo era collocata nel suo ritorno a uno stato di natura, e per il secondo l’idea, l’interiorità primeggiava come unica verità, nel mondo contemporaneo anche Hegel, in vista di una possibilità di eternità planetare, farebbe coincidere l’idea con la natura. Durante l’inaugurazione si avrà modo di assistere a una performance dell’artista, della cantante lirica Yasco Fujii e dell’attore Giacomo Agosti.

Dal 18 settembre al 24 ottobre
Ciac, Centro italiano arte contemporanea, Foligno
via del campanile 13
Info: 0742.357035; www.centroitalianoartecontemporanea.com