Le visioni di Barbieri

Nato in provincia di Modena, a Carpi, nel 1954, Olivo Barbieri rinnova la fotografia italiana, a partire dagli anni ’80, insieme a una serie di artisti quali Gabriele Basilico. Dopo aver frequentato la facoltà di Pedagogia al Dams di Bologna, dal 1971 coltiva pienamente la sua vena artistica fotografando prevalentemente paesaggi urbani europei e orientali. La svolta verso una tecnica personale avviene quando incomincia a ritrarre i paesaggi dall’alto, dagli elicotteri, mettendo a fuoco solo delle parti del soggetto che carpisce.

Le visioni che crea sono totalmente personali e mettono in gioco l’idea di percezione della realtà che in qualche modo si offre diversa a seconda delle caratteristiche messe a fuoco. In questo modo nasce una riflessione sulla reale percezione delle cose. A Napoli al museo Madre Olivo Barbieri porta “A different altitude”, una serie di fotografie che si svolge in cinque tappe e che danno l’idea di vertigine all’interno degli scatti con la collaborazione del rum Zacapa, l’unico invecchiato a 2.300 metri di altezza. L’artista ha cominciato a esporre alla fine degli anni ’70 sia in Italia che all’estero. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1993, nel 1995 e nel 1997. Il 1996 è stato l’anno della retrospettiva al Folkwang museum di Essen. Ha inoltre realizzato un film site specific “Las Vegas 05”, per la mostra “Double down two visions of Vegas” al Sfmoma, San Francisco museum of modern art.

Fino al 27 settembre
Madre, museo d’arte donna regina
via Luigi settembrini 79, Napoli
Info: 08119313016; www.museomadre.it