Ritratti dell'ebraismo

Grande successo per la mostra Ritratti: storia dell’ebraismo, inaugurata il 5 settembre alla Ermanno Tedeschi gallery di Roma in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, che quest’anno aveva come tema L’arte e l’ebraismo. L’evento ha accolto più di cinquecento persone tra pubblico spontaneo, critici, artisti ed esponenti della comunità ebraica di Roma, dal Capo Rabbino Rav Riccardo Di Segni a Claudio Procaccia, direttore dell’Archivio storico della comunità.

La mostra, in cui sono stati presentati i lavori di Stéphane Zerbib, artista di origine francese che vive e lavora a Tel Aviv, e di Dan.Rec, si presenta come un dialogo aperto tra Israele e la comunità ebraica di Roma. Dan.Rec e Zerbib si confrontano sulle rappresentazioni visive del ritratto e delle architetture, quelle Bauhaus di inizio Novecento di Tel Aviv (Zerbib), e quelle storiche che caratterizzano l’immagine di Roma (Dan.Rec). Da qui si evincono le interpretazioni degli artisti che riflettono, attraverso i loro sguardi e le loro percezioni, due città cariche di un passato imponente, visioni significative del presente e costantemente proiettate verso il futuro.

Fotografie di edifici o parte di essi, persone e volti si combinano tra loro, dando luogo a una serie di episodi che raccontano la nascita dello Stato d’Israele e le vicende dell’ex ghetto ebraico. Usando la memoria, il mezzo fotografico e la loro personale visione artistica, Dan.Rec e Stéphane Zerbib creano originali rappresentazioni all’interno di in un contesto che sembra passare oltre i limiti dell’immagine stessa, dando origine ad una poetica soggettiva che ridisegna momenti e posti significativi, sottolineandone particolari aspetti colti dal reale. Si possono così scorgere i volti noti di Ben Gurion e Golda Meir a fianco ai ritratti dei proprietari dello storico bar Totò in Via del Portico d’Ottavia; Moshe Dayan vicino al capo Rabbino emerito Rav Elio Toaff; e ancora tre splendide opere in bianco e nero rappresentanti i momenti di vita quotidiana nell’ex ghetto.

I due artisti, di età e nazionalità diverse, sono eterogenei anche nella tecnica. Dan.Rec realizza i suoi lavori mediante un procedimento che parte dalla fotografia digitale e, attraverso la grafica vettoriale, giunge alla pittura. La peculiarità di Zerbib sta invece nell’usare gli stickers in vinile come fossero un pigmento che va ad applicare sulla tela o sul perspex, creando immagini fortemente rappresentative nel loro contrasto tra bianco e nero. Nasce in questo modo l’incontro tra due realtà diverse, alla ricerca di un dialogo possibile grazie all’arte che non ha tempo e non ha luogo, ma simboleggia una storia che accomuna gli ebrei di tutto il mondo.

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