Memorie futuriste

Pur essendo la più importante avanguardia italiana novecentesca, il Futurismo non è mai stato accolto e analizzato in ogni sua valenza per via delle vicissitudini politiche a esso legate. Per meglio comprenderne, quindi, anche la parte più squisitamente estetica, il comune di Pescara, in collaborazione con Rizziero arte, ha realizzato la mostra Futurismo: dinamismo e colore, ospitata nelle sale del Museo d’arte moderna Vittoria Colonna di Pescara.

L’evento è curato da Maurizio Scudiero, uno dei più eminenti esperti della corrente artistica, e abbraccia la nascita e l’evoluzione del Futurismo fino agli anni Quaranta, analizzandone le opere e il pensiero. In primis, quindi, viene raccontato il percorso del poeta Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento nel 1909, il cui obbiettivo era quello di far entrare l’arte nella vita di tutti i giorni. Pittura, scultura e dal 1915 anche la pubblicità, la moda, il teatro, l’architettura e persino la cucina: i futuristi abbracciarono tutti questi ambiti. Non solo. A loro spetta il primato d’aver introdotto la modalità del manifesto nell’ambito artistico; ovvero annunciarono punto per punto, cosa avrebbe comportato la loro rivoluzione artistica, prima ancora di realizzarla.

Fra le opere in mostra, ritroviamo i lavori di importanti di Boccioni, Balla, Carrà, Depero, Severini, Russolo, Sironi, Nannini, R.M. Baldessari, Prampolini, Dottori, Soffici, Conti, Venna, Evola, Thayaht, Fillia, Benedetta, Pannaggi, Oriani, Diulgheroff, Mino Rosso, Marasco, Rizzo, Korompay, Corona, D’Anna, Angelucci, Ambrosi, Di Bosso, Tato, Crali, Gambini e altri ancora. La mostra è anche accompagnata da eventi collaterali, quali convegni, spettacoli e dibattiti.

Futurismo: dinamismo e colore
Fino al 7 Novembre
Museo d’arte moderna Vittoria Colonna
piazza primo maggio, Pescara
Info: www.muvi.org

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