Il ventre di Napoli

Il Madre di Napoli accoglierà fino al 13 settembre prossimo la collettiva Il ventre di Napoli. Il progetto, nato due anni fa, è stato portato avanti congiuntamente dalla città partenopea e da Rotterdam, luogo in cui gli artisti coinvolti lavorano stabilmente. A cura di Patricia Pulles, giovane critica e storica dell’arte, la mostra prende in prestito il titolo del più importante libro di Matilde Serao, Il ventre di Napoli, raccolta di articoli pubblicata nel 1884 in cui la giornalista nata in Grecia affronta con accorata partecipazione la questione partenopea, difendendo l’unicità culturale del popolo napoletano dagli errori di una politica ignorante.

La mostra riunisce Maziar Afrassiabi, Mohammed Benzakour, Rossella Biscotti, Libia Castro & Olafur Olafsson, Ronald Cornelissen, Ben Laloua/Didier Pascal, Parisa Yousef Doust e Katarina Zdjelar per indagare il significato attuale della napoletanità in una società multiculturale come quella partenopea. Il Madre si pone ancora una volta come il luogo ideale per far dialogare territorio e scena internazionale: in questo contesto si colloca l’esposizione, tappa finale di un progetto complesso che ha visto i creativi prima sperimentare la città, viverne le contraddizioni e afferrarne gli stimoli, poi abbandonarla per estrapolare ciascuno dalle proprie considerazioni una chiave di lettura differente. L’idea di fondo è che la somma dei diversi punti di vista arrivi a svelare l’essenza nascosta della metropoli e a favorirne l’accostamento con Rotterdam, in modo che le due realtà multiculturali dialoghino creativamente tra loro.

Un paragone che indaghi la nostra percezione dello spazio urbano e ci aiuti a vivere la realtà contemporanea in un modo nuovo e più stimolante.

Info: www.museomadre.it

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