Macro, il futuro è adesso

Il nuovo Macro, che inaugurerà in autunno, sarà un museo ricco di spazi diversi ma complementari. Odile Decq ha elaborato un progetto che permette la comunicazione tra gli spazi e rende il fluire del pubblico simile a quello della linfa di un grande organismo, dalla nuova entrata di via Nizza, infatti, attraversando il foyer si avrà accesso alla galleria di 500 metri quadrati e alla grande sala espositiva di 1.200 metri quadrati, caratterizzata da un’altezza di 11 metri, per poi proseguire nella terrazza superiore. Tutti questi nuovi spazi creano una perfetta continuità con quelli espositivi esistenti e offrono maggiore opportunità per il museo. Con le prossime mostre il Macro intende proseguire sulla scia dell’offerta multipla proposta nell’ultimo anno. Moltiplicare gli spazi, portare l’arte in ogni luogo del museo, esaltare le caratteristiche e offrire al pubblico una molteplicità di stimoli che ne incentivi la curiosità e lo incoraggi alla scoperta. Le mostre del ciclo estivo, che presentiamo in anteprima a maggio in occasione dell’importante weekend dell’arte contemporanea a Roma, sono state pensate per dare agli artisti uno spazio per comunicare la propria opera e dialogare con lo spazio architettonico. In occasione delle nuove mostre che aprono al pubblico il primo giugno il museo farà vivere ai suoi visitatori, grazie a una grande installazione di elementi sospesi, anche uno spazio inedito che diventerà l’area di connessione con il nuovo edificio di Odile Decq. La risposta del pubblico alle ultime attività ci ha visti protagonisti e anche vicini e pronti a far circuito con tutti gli enti culturali della città per creare un sistema unico al mondo. Grazie anche al grande impegno dell’amministrazione si inaugura, dal 27 al 30 maggio in occasione dell’apertura del Maxxi, della fiera The road to contemporary art al Macro Testaccio e l’anteprima del nuovo ciclo espositivo una nuova stagione caratterizzata da una forte vivacità culturale. Il Macro, proprio in vista di questo straordinario weekend, non poteva non essere al servizio dei visitatori dando loro la possibilità, su invito e prenotazione online, di vedere il cantiere finito della nuova ala: una sorta di invito all’arte e un appuntamento per l’inaugurazione. Riusciremo così a offrire un percorso che dagli antichi Fori imperiali ci porterà a scoprire l’ampia offerta d’arte contemporanea, nuova protagonista della città. Una straordinaria esperienza che poche città al mondo possono garantire: ricchezza storica e novità culturale per suoi abitanti e ospiti. Il futuro che Roma riuscirà a proporre ai suoi cittadini e a tutti gli ospiti internazionali sarà incredibile grazie alle grandi potenzialità dei suoi protagonisti e alla sinergia che li lega. L’offerta del contemporaneo, già a partire da maggio con la nuova programmazione di mostre del Macro, l’apertura del Maxxi, gli eventi a Testaccio – che con l’annessione dei nuovi spazi della Pelanda si conferma catalizzatore di giovani – e il sempre ricco programma delle gallerie d’arte romane saranno solo il punto di partenza di un futuro che avrà una vitalità culturale unica che solo questa città può offrire.

*direttore Macro

IL NUOVO MACRO SPIEGA LE ALI
di Simone Cosimi

Mentre l’archistar francese Odile Decq mette a segno un altro progetto di grande interesse a Lione, la tanto agognata nuova ala del Macro su cui ha messo la firma ormai un decennio fa vede finalmente la luce nel corso della tre giorni capitolina dedicata all’arte contemporanea. Diecimila metri quadri di nuovi spazi espositivi – che vanno ad aggiungersi ai seimila già esistenti – foyer, ristorante, bookshop, sale adibite agli usi più diversi, un nuovo parcheggio da quasi 200 posti e 2.500 metri quadri di terrazza-giardino. E, dato che siamo a Roma, non poteva mancare una cava risalente all’epoca di Servio Tullio che dopo aver rallentato i lavori è stata musealizzata e lasciata nel secondo piano interrato del posteggio. L’ampliamento, a suon di basalto cambogiano, ferro cinese e di altre raffinatissime trovate dell’architetto transalpino, servirà a dare quel dinamismo che mancava a una struttura destinata a diventare sempre di più l’epicentro dell’arte romana. Una preview, quella del weekend di The road to contemporary art, organizzata in un periodo di pausa – un po’ in stile Maxxi – visto che i nuovi locali saranno definitivamente operativi dall’autunno successivo e che fino al primo giugno il museo di via Reggio Emilia resterà chiuso. Un’attesa da vivere senza ansie: il nuovo Macro, costato quasi venti milioni di euro dai 12,5 inizialmente previsti, riserverà infatti, alla ripresa, una staffilata di iniziative ed esposizioni da leccarsi i baffi. Si va da tre importanti personali – Aaron Young, Jorge Peris e João Louro, curate rispettivamente da Costanza Paissan, Francesco Stocchi e dal direttore Luca Massimo Barbero – fino al progetto speciale di allestimento al piano terra firmato dallo statunitense Jacob Hashimoto. Passando per “Macrowall: Eighties are back” di Alfredo Pirri per le attenzioni di Ludovico Pratesi a un altro progetto speciale del veronese Luca Trevisani agli ingressi del museo. Senza dimenticare, ovviamente, l’esposizione allestita attingendo dalle opere della collezione permanente e dai nuovi arrivi, al secondo piano del museo, curata da Elena Forin. Alle quali si aggiungerà, sempre dall’autunno, l’opera vincitrice dell’Enel contemporanea award firmata dal duo olandese Bik van der Pol. Macro, via Reggio Emilia 54. Info: 060608; www.macro.roma.museum.