Vestiti di pop

La cultura giapponese si fonde con quella internazionale, mescolandosi con le suggestioni dell’arte pop. Questo è l’interessante tentativo della mostra Micropop e nipposuggestioni, curata da Christian Gancitano in collaborazione con l’associazione culturale Giappone in Italia, Ochacaffè, Atelier Xpo, Sosushi Grafo creatività produttiva. L’esposizione offre una panoramica di artisti provenienti da Giappone e Italia, ma anche da Israele, Francia, Usa e Canada. Saranno presenti, infatti, i lavori di Tomoko Nagao, Aya Takano, Nicoz Balboa, Kukula, Alex Gross,Marco Cerutti, Enzo Forese, Mot8, M. Dzama e Andy (Bluvertigo) e molti altri.

Attraverso questo percorso iconografico si tenterà un efficace incontro tra due culture molto diverse tra loro, tra Oriente e Occidente. Il Giappone, in particolare, permeato da secoli di storia e di tradizione, e il resto del mondo, che sempre più spesso si mostra come attento ricettore di questa cultura così diversa ma estremamente affascinante, tanto da diventare oggetto di moda e costume occidentale. In questa esposizione l’arte orientale, o l’arte occidentale orientalizzata, ci viene mostrata nella sua versione meno tradizionale, decisamente più orientata alla modernità, aperta soprattutto alle influenze del mondo pop. L’ammiccare prepotentemente agli stereotipi giapponesi importati da noi è palese: l’estetica, il cibo, gli oggetti di culto, ma soprattutto i cartoni animati, con cui le generazioni nate dagli anni ’80 in poi sono cresciute.

E proprio la vicinanza con l’iconografia dei manga darà la possibilità alla mostra di svilupparsi anche in versione “mobile”, ovvero comparendo in alcune fiere del comics e nei raduni Cosplay, l’arte per cui dei performer si travestono da fumetti, immedesimandosi nel personaggio che stanno interpretando. Le opere che si succedono sono, per l’appunto, internazionali, ed è curioso notare come questi lavori siano nati dalle menti di artisti occidentali, ma estremamente influenzati dall’Oriente, tanto da riuscire ad abbattere quel confine così evidente di diversità a colpi di ammirazione e, talvolta, di imitazione. Durante il periodo della durata della mostra sono previsti degli approfondimenti tematici con conferenze e interventi collaterali.

Fino al 30 giugno
Angel art gallery, via Ugo Bassi, 18, quartiere Isola, Milano
Info: www.angelartgallery.it