Milano graffiti

Una nuova forma d’arte riconosciuta? Basterebbe rispondere con la dichiarazione dell’assessore alla Cultura di Milano Massimiliano Finazzer Flory: «Siamo pronti a pagare gli artisti, cercheremo uno sponsor, a partire dall’Amsa». Si parla dei writers, quelli che con la bomboletta spray creano dei quadri sui muri delle città. L’idea di base sarebbe di trovare un punto d’incontro fra la città di Milano e gli artisti di strada, dando loro veri e propri spazi in cui meglio esprimere la propria arte.

«Stiamo lavorando a una mappatura di 5-10 luoghi che riteniamo brutti – continua l’assessore – potremmo realizzare una via d’ingresso alla città più bella e colorata». Già è stato fatto qualche nome, come il cavalcavia Monteceneri, il ponte della Ghisolfa e ancora il ponte di via Curie e i muri dell’ex Falck in via Breda, protagonisti di un evento ancora da rivelare. Quindi non solo si parla di accreditare i writers, ma anche di affidargli l’importante ruolo di recupero urbano e riqualificazione.

Naturalmente sono contemplati soltanto i veri e propri writers, discernendoli da chi imbratta le mura delle città con scritte semplici e prive di estro. Tanto per rincarare la dose ne parla l’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo in tono perentorio: «È un modo per cercare di governare il fenomeno e distinguere l’arte dagli scarabocchi sui muri». A conclusione persino il sindaco Letizia Moratti avalla l’idea partecipando come testimonial all’inaugurazione della mostra di street art “Breaking walls”. L’idea è degna di nota e si spera che possa essere presa ad esempio anche da altre città italiane.