In Olanda un gigante della cultura

Sono aree industriali in disuso. Edifici e strutture che dopo anni di abbandono e degrado, risorgono a nuova vita e mutano la loro destinazione originaria trasformandosi in spazi spesso legati alla cultura, sicuramente restituiti ad un uso sociale. Gli esempi di archeologia industriale in Europa sono molteplici ed il Dru Fabriek di Ulft, nel cuore dei Paesi Bassi, ne è recente testimonianza.

Un gigantesco complesso di costruzioni settecentesche utilizzato per la trasformazione della ghisa e di materiali smaltati, che via via è oggetto di rinnovamento, primo fra tutti il Portierscomplex, il centro culturale che verrà inaugurato ufficialmente il prossimo 28 ottobre.

Oltre 6.500 mq sviluppati su cinque piani ospiteranno un teatro, una scuola di musica, una sala concerti ipertecnologica, una biblioteca e la galleria d’arte contemporanea Bij de Boeken che propone una mostra fotografica dell’artista italiano Marco Paolini. Il progetto fotografico di Paolini risale al 2005, quando tutti gli edifici del Dru erano ancora dimessi, ed è memoria di un luogo ricco di storia e di energia.

L’intenzione catturata è stata proprio quella di fermare il fascino e l’atmosfera magica di un luogo apparentemente morto, ma in realtà giunto solo al termine di un letargo prima di tornare ad una nuova funzione vitale. Con l’idea quindi di trattenere “l’attimo prima di una reincarnazione” sono stati realizzati una serie di scatti indispensabili a ricordare la storia del Dru.

Info: www.dru-fabriek.nl.