Winkler & Noah, artifici reali

Difficile pensare che gli stessi autori degli estetizzanti scatti che vedete in queste pagine abbiano come riferimento visivo le opere tormentate e scarnificate del longevo pittore austriaco Oskar Kokoschka e le ragazze introspettive dai fisici spigolosi delle tele di Egon Schiele. Eppure nessuna contraddizione perché anche nelle visioni ricche di attitudine pittoriche di Winkler & Noah (che hanno scelto questo nome perché sintesi di due elementi differenti come il femminile e il maschile e per ricordargli costantemente quanto la fotografia ha rappresentato per loro una rinascita) come in quelle dei due espressionisti, è l’uomo a catalizzare l’interesse e illuminare la scena.

«Ammiriamo Schiele e Kokoschka per il modo in cui ritraggono l’essere umano, senza mai compiacimento o patinature, ma in modo crudo come a volerne sottolineare la tragicità del suo imprescindibile lato oscuro. L’elemento vitale è fondamentale nella nostra ricerca dove c’è sempre, all’interno della composizione, una presenza umana o animale, non statica». Avvolti da una luce intensa, la stessa che amano catturare nel fagocitante diaframma delle loro macchine fotografiche, tipica delle giornate romane di prima estate, Stefano e Romina si stringono in una panchina che lambisce uno dei parchi più grandi di Roma. Città che hanno deciso di non lasciare, nonostante il loro lavoro si svolga per lo più a Milano, perché generatrice di stimoli. Parlano sottovoce, con tono pacato quasi sommesso: dove il linguaggio non arriva, arrivano le immagini. Romina interviene meno ma forse è più incisiva: è lei che impugna il teleobiettivo e preme il dito per il fatidico scatto sbrigando il lavoro pesante e non solo per il volume delle apparecchiature che quotidianamente bisogna maneggiare, sollevare, coccolare. Stefano è più loquace e pianificatore: è lui che impacchetta progetti di grande impatto emotivo per le multinazionali e i loro indaffarati uffici marketing e comunicazione. «Siamo agli antipodi e questo ci aiuta. Un progetto per partire deve avere l’approvazione di entrambi e l’appoggio di tutti e due per svilupparsi. Quando un lavoro prende il via allora vuol dire che è seriamente motivato e ponderato».

Uniti nel lavoro come nella vita privata, i due fotografi che hanno mosso i primi passi nelle agenzie creative e di comunicazione, dopo una passione comune coltivata per anni per la fotografia decidono di lasciare la professione di comunicatori e dedicarsi insieme, all’obiettivo di impugnare un obiettivo. «Tra fotografia e pubblicità – precisano Winkler & Noah – c’è un’influenza molto marcata, una contaminazione che si alimenta vicendevolmente. Lo riteniamo un condizionamento positivo: ogni foto deve trasmettere una sensazione, non rimanere un semplice scatto fine a se stesso. L’affinità tra i due linguaggi si ritrova soprattutto nel processo creativo: l’idea iniziale, il concetto e l’ispirazione di partenza nascono comunque da un’intuizione che prescinde dalla finalità del mezzo». L’artificio tipico della manipolazione, che tanto appartiene alla società delle immagini predominante di questi anni, trova spazio nei loro lavori ma esclusivamente per garantire nel risultato finale una paradossale chiarezza e naturalità della resa fotografica. Contraddizione della visione contemporanea che vede nell’estremizzare la finzione il raggiungimento di una verità visiva. «Nella lavorazione delle nostre opere c’è molta attenzione durante il processo di allestimento e di preparazione, per cui il lavoro di preproduzione è particolarmente importante. Ricostruiamo molto dettagliatamente i set ma con l’obiettivo finale di far risultare tutto veritiero: ricorriamo molto all’utilizzo di luci naturali eliminando i flash. Ci sono progetti sviluppati esclusivamente servendoci della luce naturale in esterni. Curiamo personalmente anche la postproduzione che trasforma ulteriormente l’immagine, forzandola verso l’artificiale, in qualcosa di ancora più reale. Anche nei lavori più complessi da un punto di vista compositivo ci teniamo che il risultato appaia sempre il meno artificioso possibile almeno a livello di resa visiva, mentre nel significato e nel messaggio che vogliamo trasmettere ci piace che ci sia un elemento riflessivo che vada oltre quello che appare».

Milano li ha ospitati a maggio per la loro prima personale dove a dei bambini, ritratti in modo estremamente naturale, veniva alterato il viso con una minima quanto significativa operazione di fotoritocco che li trasfigurava in inquietanti e bellissime bambole. Per l’occasione una bambina bionda si era guadagnata la nostra copertina. L’afa, di cinematografica memoria, di New York li ha avvolti per l’estate (hanno appena esposto a Brooklyn), e nuovamente il capoluogo lombardo li accoglierà a novembre per una collettiva sul ventennale della caduta del muro di Berlino. Una mobilità che ha permesso ai due di confrontare il modo di fare fotografia in Italia e all’estero. «In Italia si è ancora molto legati al reportage mentre negli Stati Uniti, nel nord Europa e in Asia c’è una maggiore predisposizione e apertura verso una fotografia spiccatamente concettuale, proprio come la intendiamo noi. La fotografia ha ancora delle potenzialità inespresse e molte possibilità nuove da esplorare, non ha ancora avuto lo sviluppo e le evoluzioni della pittura che si è destrutturata attraversando molti stadi. Anche il colore è importante, fino a qualche anno fa predominava il bianco e nero, tradizionalmente più legato a una presunta autorialità. Il nostro lavoro è tutto a colori, anche gli scatti che sembrano seppiati hanno una gamma cromatica estesa. Il bianco e nero non ci appartiene».

LA COPPIA
Divisi tra pubblicità e fotografia

Winkler & Noah, all’anagrafe Romina Raffaelli e Stefano Marini (entrambi nati a Roma rispettivamente il 14 maggio 1975 e il 30 giugno 1974) fondano l’omonima agenzia nella capitale nel 1999. Lo studio annovera tra i suoi clienti importanti gruppi come Maserati, Stream, Telecom, Tim, Nazareno Gabrielli. Numerosi i riconoscimenti per le loro serie fotografiche, tra cui la pubblicazione nel prestigioso volume “200 best photographers worldwide” di Luerzers archive. Hanno recentemente preso parte a “Xto images awards”, collettiva di fotografi e illustratori che si è svolta a New York, alla Farmany gallery di Brooklyn, dal 9 al 18 luglio. Londra li ospita per una mostra dal 6 al 16 settembre. Info: www.winkler-noah.it.

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