New York chiama Roma

Con le spalle al muro come quadri appesi, le silhouette colorate dagli abiti molto street in contrasto con la candida parete dell’ex mattatoio, in un recente passato macchiata dal sangue degli animali mandati al macello. Così si sono presentati questa mattina alcuni degli artisti ospitati nell’attesa collettiva New York minute, primo grande evento dell’era Barbero ospitato negli ampi capannoni del Macro future di Roma. All’affollata e saggiamente concisa conferenza stampa di presentazione i presenti (l’assessore Umberto Croppi, l’indaffarato direttore del Macro Luca Massimo Barbero, la curatrice Kathy Grayson, il direttore del XII dipartimento della provincia di Roma Gianpaolo Manzella e Pierpaolo Barzan della fondazione Depart al suo debutto in qualità di organizzatore di una mostra) hanno all’unisono sottolineato la riuscita della sinergica operazione che ha visto collaborare insieme pubblico e privato.

È la stessa curatrice Kathy Grayson che, da Cicerone postmoderna in leggings neri e occhialoni con la montatura pesante che fa tanto nuyork, introduce  per l’occasione i primi visitatori in un labirinto di girandole semoventi e coloratissime: un simbolico passaggio che annulla l’oceano che separa l’Italia dalle coste statunitensi. Sono 60 gli artisti in mostra nella collettiva che prende il nome da un modo di dire che caratterizza la velocità con cui gli indaffarati abitanti della Grande mela reagiscono agli stimoli (oltre che da una scialba commedia del 2004 diretta da Dennie Gordon). Il loro lavoro esplora alcune delle principali tendenze del fare arte a New York: collettivi, cultura pop mescolata all’attitudine punk per mezzo dell’utilizzo di materiali e tecniche poveri, dall’assemblaggio al collage. Domani sera, sabato 19 settembre, dalle ore 19 è prevista l’inaugurazione della collettiva aperta al pubblico con il concerto del gruppo punk newyorchese Are weapons. Oltre la mostra sono previsti infatti, durante tutto il periodo espositivo, vivaci eventi collaterali, concerti e performance. Perché il Macro non ha nulla da invidiare al Ps1. O forse si?

Fino al primo novembre
Macro future
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Info: 06671070400; www.macro.roma.museum

Articoli correlati