Le visioni del mondo

Le domande, come sempre difficili da sciogliere, sono le solite: qual è il ruolo dell’artista? In che modo il creativo inquadra sé stesso e il suo lavoro? Ma soprattutto: qual è la sua visione del mondo – la sua "weltanschauung", secondo lo squisito termine tedesco che dà il titolo alla mostra – nel passaggio del millennio? La nuova esposizione dell’Art Forum Würth inaugurata sabato scorso a Capena, due passi da Roma, cerca di trovare risposte convincenti. Lo fa attraverso i contributi di oltre duecento artisti e personaggi illustri, ciascuno chiamato dal 1993 a oggi a fornire il proprio tassello di un ipotetico planisfero collettivo. La propria, chirurgica occhiata al pianeta.

Nicole Guiraud«Si tratta di un progetto in divenire, che ha coinvolto un arco temporale molto lungo e i contributi di grandi nomi della cultura – ha detto Paul Eubel, poliedrico giurista cosmopolita già direttore di varie sedi del Goethe Institut e curatore dell’esposizione – l’idea era quella di comporre un inedito mondo attraverso le varie opere messe a punto dai partecipanti. Alla fine ci siamo resi conto che dal mare magnum dei contributi saltavano fuori delle linee comuni, tematiche generali che ci hanno convinto a realizzare un allestimento canonico, raccogliendo i pezzi per argomenti».

Ecco dunque che le piccole opere di Michelangelo Pistoletto, Imre Bukta, Anselm Kiefer, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Sol Le Witt, solo per citare alcuni dei tantissimi nomi che hanno aderito all’iniziativa avviata quindici anni fa, si sposano ai testi (estratti o composti per l’occasione) di gente come Susan Sontag, Nadine Gordimer, Isabel Allende, Claude Lévi-Strauss fino a Giovanni Paolo II e al Dalai Lama. In un percorso estremamente raffinato, dove spiccano decine di autoritratti (quasi che il mondo si incarnasse pervicacemente nel proprio Io) e nel quale si innesca un meccanismo curioso: il formato ridotto dei vari tasselli sembra aver spinto gli artisti a regalare all’operazione una versione miniaturizzata del proprio universo creativo e della propria cifra stilistica. Basti pensare al minuto specchio firmato da Pistoletto.

Singolare anche la compagine che ha introdotto l’esposizione alle centinaia di persone radunate nella struttura che dal 2006 è sinonimo dell’impegno Würth a sposare arte e ambiente di lavoro: oltre a Paul Eubel, è infatti intervenuto Leoluca Orlando, deputato e già sindaco della "primavera" di Palermo, con un discorso accorato sulla propria interpretazione del mondo dopo il 1989, oltre alla responsabile dell’Art Forum Wurth Tanja Zepf e il contributo della poesia siciliana messa in musica dalla tagliente cantautrice Etta Scollo.

Info: www.artforumwuerth.it

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