Lupusinfabula

Lupusinfabula

Nella società odierna viviamo circondati di immagini.
Di esse ci nutriamo giornalmente, sottoponendo l’occhio umano a bulimia visiva.
Media imperanti offuscano la nostra mente, educando la società civile e piegandola ai propri dogmi. La TV, emblema della società moderna, impone canoni e stilemi di vita dettando caos nel ciclo naturale dell’uomo contemporaneo.
Perso il contatto diretto con la terra – madre di tutte le madri – senza punti di riferimento a cui aggrapparci, sopravviviamo al disorientamento di una crisi sociale ma soprattutto antropologica, che lentamente ci traghetta all’epilogo: un cortocircuito esistenziale.
Partendo da queste premesse ed elaborandole, la mia opera vuole essere l’emblema della condizione umana: una civiltà che sta per essere avvolta dal buio e risucchiata nel buco nero dell’oblio.
L’arte agisce come monito e lancia la speranza di una rinascita e di un ritorno agli albori.
Resuscitare dalle ceneri di una crisi capitale, ricominciando dal passato, tornando indietro nel tempo per lanciare una sfida al futuro.
Ecco allora che una semplice scatola da scarpe, cartone e sali d’argento, catturano lo specchio di ciò che siamo stati e quel che siamo ora, ripercorrendo le origini della tecnica nell’estremo tentativo di decifrare l’immagine e il caos che ci circonda.