Angela De Donno

Frutto di una personale combinazione tra innovazione tecnologica e pittura tradizionale, il risultato della sua ricerca sono opere concettuali in cui l’energia del colore racconta, come metafora propria, le infinite sfumature del sentire dell’animo. Le sue opere nascono dalla padronanza interpretativa di una sofisticata macchina a raggi infrarossi che rileva cromaticamente le differenze termiche intuite e scoperte dall’artista. Esse rivelano un linguaggio della realtà nascosto, recondito e misterioso ma che, quando percepito, svelato e narrato, suggestiona e appassiona. Il risultato dello scatto e un particolare pannello fotografico sono il punto di partenza di un processo quasi metabolico della figura attraverso una vera e propria rigenerazione dell’immagine che, talvolta, diverge prepotentemente dal punto di partenza. Le opere puntano a impattare emotivamente l’osservatore la cui psiche è alla fine positivamente influenzata dalla breve ma intensa esperienza cromoterapica bivalente. Un percorso sinergico tra le personali vibrazioni energetiche di chi osserva, sollecitate dalle potenti cromie sprigionate dalle tele. Veri e propri stati emotivi indotti dall’artista attraverso sensazioni cromatiche, inattese ed emozionalmente rilevanti. Un tributo alle menti che continuano ad interrogarsi sul grande enigma della materia, diventata colore ma anche poesia.

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BIOGRAFIA

Nasce a Lecce, e sin dall’infanzia disegna in modo eccellente, naturale. Negli anni del liceo si appassiona al restauro e alla pittura su porcellana e si trasferisce a Firenze dove frequenta l’Istituto per l’Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli. Consegue il diploma in restauro pittorico su tela e tavola. Negli anni successivi si divide tra il restauro pittorico e la ricerca, scoprendo, spesso sfidandole, le differenti potenzialità delle tecniche e dei materiali che la incuriosiscono. Lavora presso diversi laboratori d’arte e apprende la tecnica del restauro di decori “a foglia d’oro”, nel 1986 apre un proprio laboratorio di restauro di dipinti antichi. Guidata da una grande curiosità, intraprende frequenti viaggi e si appassiona all’arte contemporanea, affinando sensibilità e tecnica che ferma nei primi lavori su tela. Elabora un linguaggio personalissimo, fatto di colori sfumati e linee morbide con cui gioca sapientemente, unendo spazi bidimensionali ad evanescenze cromatiche capaci di raccontare una percezione profonda degli elementi naturali. Astrazione, colore e calore, una tela dopo l’altra, hanno un impatto decisivo e impetuoso sulla produzione di Angela de Donno che, attraverso i suoi lavori, prosegue la sua ricerca maniacale. Nella prima personale “LUNAELEALTRE” (Lecce, Castello Carlo V – marzo 2008) accosta le atmosfere siderali delle sue lune al puro calore che la ricerca può estrarre dal centro delle cose o dall’essere.

Narra la realtà prossima e tangibile attraverso innovazione tecnologica e pittura tradizionale. Il risultato è il mistero della materia piegata all’energia del colore che Angela de Donno riesce ad imprigionare quale sfumatura del sentire dell’animo.
Le sue opere si situano nel territorio di confine tra tecnologia e manualità e nascono da quella felice sintonia tra intuito ed ispirazione che trova il suo medium in una sofisticata macchina a raggi infrarossi che rileva cromaticamente la differente temperatura del soggetto su cui si è soffermata l’attenzione dell’artista. “Consentendole di tradurre la fisicità dei corpi in scansioni e tracciati –li abbiamo voluti chiamare ‘cromogrammi’- che divengono supporto per nuovi e modulati interventi, nella direzione di quel Fare Mondi, soggetto ed oggetto della 53. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, che sembra coinvolgere sempre più l’ambito della creatività”, come ha scritto recentemente Toti Carpentieri. Il risultato dello scatto è poi reinterpretato al computer con una tecnica personale e unica, che sovente è il punto di partenza di un successivo intervento pittorico nuovamente fotografato e stampato su una lastra di alluminio che ferma l’opera definitiva. In una scansione per steps, di cui alla fine non si ha completa e definitiva percezione, fors’anche per quel coinvolgimento emotivo e sensoriale che ne contraddistingue la fruizione.

MOSTRA VIRTUALE

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