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Vincenzo Scolamiero in mostra al museo Bilotti

La pittura raffinata e sinestetica del maestro Vincenzo Scolamiero torna a presentarsi al pubblico romano. Al museo Bilotti, dall’8 marzo al 9 giugno, approda la sua personale Della declinante ombra, una raccolta di quadri e carte che sublimano la tecnica sopraffina di questo noto interprete della scena contemporanea romana. Un nuovo capitolo nella lunga e gratificante carriera di Scolamiero, la cui opera ha viaggiato molto da Roma, all’Italia, all’estero. La sua ultima fatica, curata da Gabriele Simongini, è leggiadra, quasi lirica. Nelle opere di Scolamiero riaffiorano tanti temi, dalla natura, al mito, al passato, sogno, visione. Tutto in un delicato e perfetto equilibrio di toni, colori e segni. Tanto delicato da suggerire poeticamente una riflessione sul tema dell’esistenza, fragile e mutevole. Un’idea, questa, che ritorna nell’ambito della ritmica della mostra anche nel riferimento musicale, che si traduce anche nell’innesto di pentagrammi in alcune tele e nel libro d’artista esposto in mostra, realizzato a quattro mani da Scolamiero e dalla compositrice Silvia Colasanti e tratto dalla partitura per Quartetto d’Archi Ogni cosa ad ogni cosa ha detto addio, (ed. Piero Varroni-Libri d’Artista).

Come scrive Gabriele Simongini nel testo critico che acompagna la mostra ”Le sue sono icone ibride con forme in transito verso il mistero, fluide, in divenire, capaci di annullare qualsiasi distinzione fra astrattismo e figurazione. E il titolo della mostra e di un ciclo di opere qui presentate, Della declinante ombra, [...] ci prende per mano riportandoci, finalmente, sulla via dell’interiorità, dell’illuminazione poetica, in un cammino verso le origini che risale a Celan, a Rilke, a Holderlin, solo per citare alcuni dei riferimenti lirici di Scolamiero, in uno spazio mitico che si concretizza attraverso una pittura capace di essere al tempo stesso densa come un bosco ombroso e trasparente come un cristallo, precisa come una formula matematica ed evocativa come un canto lirico, esistenziale e potente sull’onda dell’eredità informale ma anche lieve e compiuta manifestazione di spiritualità come avviene in ambito orientale”. 

La mostra inaugura il 7 marzo alle 18.30 e resta visibile fino al 9 giugno. Info:
Info: www.museiincomune.it

 

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