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Fontana di Trevi, le monete non andranno più alla Caritas e la Caritas non ci sta

È un rito, che sia di spalle, che sia vis à vis; tutti i turisti, o quasi, lanciano monete e monetine nella vasca della fontana di Trevi. E lo sa bene chi, per esempio di sera, quando il monumento non è assaltato dai turisti, ci passa davanti e guarda attraverso l’acqua lo sbrilluccicare del bronzo sul fondo della vasca. Inutile dire che butta oggi e butta domani nel giro di un anno le monete che si sommano dentro la fontana definiscono una cifra importate. Se proprio volete saperlo in media un milione e mezzo di euro. Ma a chi vanno questi soldi? Dal 2001 per volere del sindaco Rutelli il piccolo tesoro finisce nella mani della Caritas, ora però non è più così. A cambiare le regole ci pensa la sindaca Raggi che decide di utilizzare il gruzzoletto per la manutenzione dei monumenti cittadini e per altri progetti sociali. Su Avvenire  il direttore Caritas don Benoni Ambarus, come prevedibile, non è d’accordo sulla scelta, quel  milione e mezzo di euro infatti rappresentano il 15% del fatturato annuo della Caritas.

Da marzo dovrebbe cominciare la nuova distribuzione della somma. Dovrebbe perché nel frattempo la sindaca ha fatto un dietrofront. Raggi dopo le polemiche per la sua decisione ha infatti chiamo ieri un triangolo con il suo vice Luca Bergamo e l’assessora Laura Baldassarre. Scopo del vertice è cercare di accontentare tutti e non fare un torto a nessuno. Vedremo come andrà a finire.

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