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Realtà consumata

Un lavoro profondo e complesso quello di Lucia Simone, che indaga gli stati mentali e studia la percezione dell’immagine. Per farlo sta portando avanti una ricerca molto accurata, che viene tradotta attraverso un linguaggio misto, pittura e fotografia. Il risultato sono opere con una forte carica emotiva, che attirano l’attenzione dell’osservatore e lo accompagnano in un viaggio “perturbante”, in cui ci si confronta con se stessi e le proprie fragilità. L’artista presenta il suo lavoro nella mostra Realtà consumata, che inaugura nello spazio di Inside Art, Fondamenta, il 24 gennaio 2019.

Come ha origine la tua ricerca artistica?
«La mia ricerca parte dalla necessità di sviluppare un linguaggio in grado di esplicare stati mentali ed emotivi complessi. Dunque mi avvalgo della forza suggestiva delle immagini e in generale di tutti quei media che in quel dato contesto trovo più adatti per esprimere un pensiero. Principalmente raccolgo foto d’epoca per la loro forza evocativa oppure poster pubblicitari anni ’50 per ribaltarne il significato attraverso collage digitali. Successivamente, ma non necessariamente, dipingo su tela il risultato ottenuto andando a deformare e a scalfire i volti dei soggetti».

Nel tuo lavoro si nota un ritorno al ritratto. Sono ritratti particolari, di forte carattere. Puoi spiegarci cosa descrivi?
«Ultimamente mi sono soffermata sul ritratto per elaborare espressioni non scontate e in grado di comunicare stati emotivi quasi viscerali. Il tutto attraverso una pittura parzialmente casuale volutamente attuata per allontanarmi da alcune certezze formali che a volte possono ostacolare il processo di scoperta. Cerco di descrivere la realtà consumata contemporanea e il fluire del dramma umano».

Qual è il tuo rapporto con la materia?
«La materia e la sua sottrazione mi consentono di ottenere risultati meno artefatti in quanto si adattano meglio a una pittura gestuale. Alcuni lavori sono delle improvvisazioni per cui escludere la materia pittorica significherebbe escludere una vastissima gamma di possibilità creative».

Si percepisce una certa atmosfera magica. Sei d’accordo?
«La percezione del mistero o del magico è più connessa con il significato di Das Unheimliche, ossia di perturbante, che tra l’altro è stato il titolo della mia ultima personale svolta alla galleria Interzone di Roma. Il mio intento è quello di scardinare i tabù dell’aspetto estetico inquietante, perché ciò che turba e quindi inganna è l’attrazione involontaria a esso: «Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare», scriveva Sigmund Freud nel Perturbante nel 1919». 

Nella tua tecnica è presente una predominanza pittorica. Ma usi anche la fotografia. Con quale media riesci a esprimerti meglio?
«La pittura è certamente il media che più utilizzo ma in generale mi avvalgo di una tecnica piuttosto che un’altra per ottenere il risultato che ritengo più consono al messaggio che voglio trasmettere. Dalla fotografia prendo principalmente la memoria che essa porta con sé, e le possibilità che si vengono a creare con associazione di pensiero fra un’immagine e l’altra».

A Fondamenta presenti a gennaio una tua mostra nella quale porti anche un lavoro a quattro mani realizzato con Michele Corleone. Di che si tratta?
«Michele Corleone è un fotografo ritrattista, lavora con supporti polaroid e instant film fuji. Questo lavoro, nato tra un fotografo e una pittrice, è un connubio tra pittura e fotografia, due medium che si incontrano alla scoperta di un ritratto tratto dall’immagine mentale di due pensieri distinti per coscienza».

BIO
Lucia Simone, classe 1986, è perugina di origine e romana di adozione. Ha studiato infatti all’Accademia di Belle Arti di Roma e nella Capitale ha già esposto in gallerie e partecipato a rassegne artistiche. È anche una musicista e spesso si muove in bilico tra arte e musica.

Dal 25 gennaio al 1 febbraio, Realtà consumata, vernissage il 24 gennaio alle 18:30.
Fondamenta gallery, Via Arnaldo Fraccaroli 9 – angolo Via Guglielmo Stefani, 00157. Roma. Info: www.luciasimone.it

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