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A Spaziobuonasera inaugura la mostra di Ottavia Plazza

Il 10 gennaio inaugura a Spaziobuonasera una nuova mostra, questa volta tocca a Ottavia Plazza impadronirsi delle mura dello spazio e ha deciso di farlo puntando sulla tecnica antica e contemporanea dell’affresco. Nella sua pratica il colore è sempre stato al centro, protagonista delle immagini. Il colore crea il mondo come lo conosciamo, lo determina e influenza il nostro pensiero. Le immagini che rimangono intrise di colore raccontano di luoghi nei suoi quadri, immobili. Luoghi che vorrebbero essere veri ma rimangono troppo sottili per entrare a far parte della realtà, possono solo sembrare reali. 

Da questi pensieri nasce l’idea dell’illusione, di come l’uomo abbia costantemente bisogno di guardare da una finestra per osservare l’altrove. Il luogo che vive è figlio di quello che ha guardato o che ha creduto di guardare. Questo pensiero l’ha portata a considerare gli affreschi come uno degli esempi più chiari di come l’uomo si circondi di immagini e miti che possano creare il suo reale e la sua cultura. Gli affreschi raccontano storie ma allo stesso tempo creano l’impressione di stare in uno spazio più piccolo o più grande, e questo è determinato dal colore.

Le immagini che ha utilizzato provengono dai decori del palazzo di Cnosso a Creta dove il colore e il disegno fanno parte dell’architettura e non raccontano solo i miti. La scelta di guardare a Cnosso è stata dettata dal puro piacere estetico, le colonne di Cnosso hanno sempre affascinato l’artista nel loro porsi come presenza massiccia nello spazio. Le colonne oltre ad avere una forma tozza per via della rastrematura nella parte inferiore, sono colorate di rosso e nero. Più che un’idealizzazione del tempio sacro le colonne minoiche sono elementi architettonici funzionali, presenti.

«Allo Spaziobuonasera ho voluto creare un luogo nel luogo – spiega l’artista – i quadri fanno parte dell’ambiente, la pittura è sulle tele che creano uno spazio ma la pittura si diffonde sulle pareti, sul pavimento (ricreandolo) e sui paralumi delle lampade. La pittura crea l’architettura e la luce calda proietta ombre e crea ulteriori spazi e finzioni. Mi piace l’idea di possedere un luogo, possederlo per poterlo ricreare, imitarlo ma allo stesso tempo modificarlo per creare il mio luogo». 

Opening 10 gennaio ore 18.30
Fino al 9 febbraio
a Spaziobuonasera, via G. Carena 20, Torino
www.spaziobuonasera.it

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