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Steve McCurry, Animals

Il Mudec, il Museo delle Culture a Milano, ospita dal 16 dicembre al 31 marzo Animals, la mostra dedicata agli scatti del grande Steve McCurry. Inaugura così un nuovo spazio completamente adibito alla fotografia d’autore che apre le porte proprio con questa personale di 60 scatti, tra cui anche alcuni inediti del fotoreporter americano. L’esposizione, curata da Biba Giacchetti, presenta al pubblico molti scatti tra i più memorabili che il fotografo americano ha collezionato dagli anni Novanta al 2018 in giro per il mondo, con un fil rouge: il rapporto tra l’uomo e gli animali. McCurry è celebre infatti per aver catturato il comportamento dell’uomo in rapporto con la natura, con se stesso, con altri uomini, e, in questo caso, con gli animale, sotto vari aspetti da quelli più tragici come lo sfruttamento, ad altri più poetici e ironici. «Molto spesso – spiega il fotografo – la vita degli animali è fatta di lotta contro il dolore e la sofferenza. Proprio qui al Mudec, mentre osservavo da solo la mostra in anteprima, ho pensato che alla fine anche noi esseri umani dobbiamo lottare contro il dolore e la sofferenza nel corso della vita e questa analogia mi ha particolarmente interessato». Non mancano scatti di forte impatto, come la celebre foto Camel in Burning Oil Fields, vincitrice del Word Press Photo nel 1992. Lo scatto ritrae tre cammelli che fuggono dalle fiamme durante l’esplosione dei pozzi petroliferi in Kuwait: è il 1991, McCurry sta attraversando i territori della prima Guerra del Golfo e sul confine tra l’Arabia Saudita e il Kuwait si trova davanti allo spaventoso spettacolo dei seicento pozzi petroliferi incendiati dall’esercito di Saddam Hussein. In questi scatti è preponderante la denuncia ambientale accanto a una lieve nostalgia per le trasformazioni drammatiche del nostro pianeta.

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