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I ritratti di Siavash Talaei

Artista di origini iraniane, classe 1980, Siavash Talaei è il vincitore del premio speciale Emmanuele Emanuele al Talent Prize 2018. Una scelta che sottolinea l’impegno e la lungimiranza della Fondazione Cultura e Arte, che Emanuele presiede, nel selezionare un artista che porta avanti una ricerca assolutamente attuale e allo stesso tempo profondamente influenzata dal suo passato, un lavoro in cui il peso del tempo si poggia su un registro linguistico contemporaneo e accessibile. Si tratta di un dipinto su tela, parte di una serie più ampia, che riproduce ritratti di figure fittizie prese da storie altrettanto incerte. «Tra le mie ispirazioni – racconta Talaei – si mescolano suggestioni diverse, dalle antiche sculture asiatiche fino ad arrivare ai personaggi di videogiochi o di film come Star Trek. Per disegnare ogni mia opera ho dovuto preparare un mini atlante, in base alla coerenza visiva che sentivo tra loro, di svariate opere d’arte dalle più conosciute a quelle meno note». Non ci sono accenni temporali o geografici, solo grandi figure che occupano la tela, guerrieri dorati sospesi nel tempo e nello spazio: «la mia tavolozza è muta – spiega l’artista – e il disegno domina il dipinto, con il processo meccanico della loro creazione reso appena palpabile. Nei miei disegni, infatti, prima costruisco un modello scultoreo in 3D realizzato al computer e poi, sulla loro base, realizzo un dipinto fatto a mano». Attraverso la pittura, Talaei tocca uno dei temi fondamentali che attraversano la società contemporanea: il dubbio.

Nell’era dell’incertezza, fiction e realtà diventano un tutt’uno, tanto da non farci più distinguere con chiarezza cos’è vero da cosa è falso. Il lavoro scelto da Emanuele mette sul campo una serie di interrogativi che non affliggono soltanto l’arte contemporanea ma la società attuale. «Talaei Siavash esterna, con questa sua ricerca espressiva, l’atteggiamento di dubbio ed irresolutezza che connota il suo rapporto con il mondo circostante, in cui la verità spesso è celata e gli artifici prevalgono sulla realtà».  ”Tutto sta in quel che volete credere” scriveva Damien Hirst riguardo alla mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable ospitata l’anno scorso a Venezia dove il racconto e il mito si fondevano con l’archeologia, mentre i reperti riesumati dal fondo di una nave sommersa portavano alla luce finti gioielli e robot ricoperti da incrostazioni di coralli. Tuttavia, i lavori di Talaei nascondono anche incertezze personali dell’artista nei confronti della sua immagine. «Le mie opere – confessa infatti – probabilmente rivelano dubbi sull’immagine che ho di me, sulla mia visione del mondo e sulla fiducia da me riposta verso il futuro. Talaei avrà modo di presentare al pubblico la sua ricerca, grazie a Fondazione Cultura e Arte, al Mattatoio fino al 13 gennaio, insieme ai finalisti, al vincitore e agli altri premi speciali del concorso. «Sono stato felice di esser stato selezionato per questo prestigioso riconoscimento – afferma Talaei – e di poter prender parte a questa importante mostra. Ho spesso evitato scontri competitivi con altri artisti, ma esser stato scelto come vincitore del Premio Emanuele Emanuele è per me un forte incoraggiamento motivazionale a rimane fedele alla mia visione dell’arte, evitando il coinvolgimento diretto con idee di “progresso” o narrativa politica».
Al momento Siavash sta lavorando su un insieme di disegni incentrati sulla stessa tematica. Nella primavera 2018 ha presentato una mostra personale a Teheran: «Spero – dice l’artista – di lavorare quanto prima su nuove opere per una futura esibizione, anche se al presente non c’è nulla di definito. Confido che questo prestigioso premio mi possa aprire le porte per poter partecipare sia a mostre collettive che a esposizioni personali nel prossimo futuro».

Talent Prize, Mattatoio La Pelanda, Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma; info: www.mattatoioroma.it

 

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