Foto

Alexander Rodchenko. Revolution in photography

”Il nostro dovere è sperimentare”, questo l’imperativo estetico di Alexander Rodchenko (Aleksandr Michajlovič Rodčenko). Artista poliedrico, nella sua lunga carriera si dedica alla pittura, al design, alla grafica, al cinema e alla fotografia, aprendo vie di cambiamento, rivoluzionando ogni linguaggio. Nel 1924 abbandona momentaneamente la pittura per la fotografia, introducendovi le innovazioni del Costruttivismo (movimento dell’avanguardia russa di inizio Novecento di cui è esponente) dando vita a quello che la critica ha definito Metodo Rodchenko: un nuovo modo di intendere l’immagine che diviene la ”rappresentazione visiva di costruzioni intellettuali dinamiche”. Scopre la composizione diagonale, la prospettiva scorciata, l’ingrandimento dei dettagli, l’inquadratura dal basso verso l’alto e viceversa, creando un linguaggio e uno stile personali e nuovi. Se da un lato il rapporto con la realtà è documentario, dall’altro l’artista ne altera l’obiettivo e lo sguardo, giungendo a esiti estetici a volte astratti, a volte fortemente poetici. Il Palazzetto di Baviera a Senigallia gli dedica una mostra fino al 20 gennaio: Alexander Rodchenko. Revolution in photography. Curata da Olga Sviblova, realizzata in collaborazione con il Multimedia Art Museum Moscow (MAMM) e con l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca nell’ambito di Russian Seasons, attraverso una selezione di 150 immagini realizzate tra gli anni ’20 e ’30, ripercorre la ricca produzione fotografica del maestro russo. Sono ospitati alcuni degli scatti più celebri, come La scalinata e Ragazza con una Leica; una selezione di immagini che indagano la realtà industriale raccolte nelle short series: Fabbrica di automobili AMO del 1929, dedicata al settore dell’industria automobilistica e MoGES (Centrale Elettrica di Mosca), che documenta la nuova centrale elettrica eretta nel 1927 e il lavoro degli operai, come in Scala antincendio (con un uomo); ma anche scatti di fotoreportage all’interno dell’ufficio editoriale e dell’archivio del giornale «Gudok» e quello dei lavori di costruzione di grandi imprese ingegneristiche a Mosca. Rivolgendo la sua attenzione al dettaglio, Rodchenko racconta Mosca e lo spirito dei nuovi tempi, l’architettura moderna, la vitalità delle città in piena urbanizzazione, la febbre della tecnologia e della modernizzazione. L’artista russo ha aperto a ”un mutamento radicale del modo di concepire la natura del fotografare e il ruolo del fotografo. – spiega Sviblova – Il pensiero concettuale s’introdusse così nella fotografia, non più mero riflesso della realtà ma strumento per la rappresentazione visiva di costruzioni intellettuali dinamiche”.

Commenti