Foto

Marco Emmanuele, Ionian Archaeological Archives

La Sicilia e l’Alaska trovano un inedito punto d’incontro nella personale di Marco Emmanuele Ionian Archaeological Archives. La mostra, curata da Daniela Cotimbo,  infatti si struttura come un museo fittizio che riporta a galla detriti provenienti dai fondali del Mar Ionio; e la galleria Bivy in Alaska, che accoglie l’esposizione fino al 14 dicembre, fa da palco per questa riunione surreale. I lavori in mostra in realtà sono realizzati dallo stesso artista che ricalca la pelle di pesci in ceramiche bianche impreziosite da pezzi di vetro, simbolo dell’abusivismo edilizio, lisciati dalle onde del mare e dal mare lasciati sulla spiaggia. Viene inscenato quindi un doppio archivio, uno fittizio e l’altro personale perché proprio quella pelle di pesce è un ricordo dell’infanzia siciliana dell’artista, portata immancabile nei pranzi domenicali.

O per dirlo con le parole della curatrice: ”La mostra si prefigura come un’archeologia fittizia a cui l’artista dà la forma di un archivio, traslando l’idea di Museo e collocandola in uno spazio ibrido ben lontano dalle sue coordinate geografiche, misurandosi con lo sguardo d’oltreoceano nel tentativo utopico e un po’ goliardico di portare l’Etna in Alaska”. Info: www.bivy.space

Commenti