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Elementi contrapposti

Prende forma tutto in una stanza il dialogo tra le opere di Domenico Laterza, Robin Seir e Nicole Voltan. La loro pratica artistica è fatta di prelievi, aggiunte e stratificazioni di materiali, assemblati attraverso un processo di appropriazione e rielaborazione. Elementi contrapposti, in mostra alla Mucciaccia Contemporary di Roma fino al 28 febbraio, propone un accostamento inedito tra i lavori dei tre giovani artisti, così da lasciar affiorare non solo ciò che li accomuna, ma anche e soprattutto le differenze che caratterizzano le loro poetiche. Un percorso di contrapposizione dinamica, in cui le opere scultoree di Laterza, abitando lo spazio centralein un gioco di richiami cromatici, creano una connessione tra le piccole sculture sospese di Voltan e le grandi tele di Seir. E se Laterza attraverso un meccanismo di riappropriazione sottrae oggetti appartenenti alla banalità del quotidiano e gli conferisce un nuovo uso e un diverso significato, Seir reinterpreta elementi coinvolti nei processi cognitivi evidenziandone la componente visuale, e Voltan attraverso piccole opere modulari riflette sui meccanismi terresti, sulla geografia e l’astrologia.

Le sculture dell’artista milanese, classe 1988, fanno parte della serie Small Dancers: silhouette danzanti composte di una sovrapposizione di flyers pubblicitari. Con questi elementi residuali e banali Laterza articola forme sinuose in costante cambiamento che introducono nella staticità della scultura un elemento performativo. All’interno della flessibile spirale dai colori vibranti c’è infatti un perno in metallo che permette alla composizione di mutare a seconda del suo spostamento.

Seir, nato a Göteborg nel 1986, espone per la prima volta in Italia una serie di nuove opere. In questi lavori c’è un riutilizzo e una rielaborazione di icone e segni tipografici che perdono il loro valore comunicativo per diventare componenti puramente visivi, stilistici e compositivi. Il suo è un linguaggio essenziale in cui convivono elementi attinti da antiche fonti, come iconografia, decorazione e scrittura preistorica, e dalla loro controparte contemporanea, fatta di logotipi e disegni adesivi, che emergono e scompaiono sulla tela metallica. L’artista svedese, attraverso un lento lavoro processuale, su una superficie brillante e luminosa che ricorda preziosi materiali industriali come il rame o l’argento, accumula tracce, macchie, graffi, segni del trascorrere del tempo, ma anche elementi che evocano l’estetica di una realtà primordiale, combinandola a elementi appartenenti alla comunicazione moderna.

Voltan, classe 1984, vincitrice del premio speciale Inside Art al Talent Prize 2018, presenta opere inedite di piccole dimensioni che oscillano tra sospensione fisica e fragilità e mutevolezza dei materiali. La sua è una poetica che nasce dall’incontro tra scienza e invenzione artistica, e le sue opere frammenti attraverso i quali ricostruisce un percorso di conoscenza della realtà naturale. Tramite il prelievo e il ricamo, l’artista veneta indaga le stratificazioni geologiche, i disegni delle costellazioni, l’immagine del tempo. In Costellazioni prêt à porter aghi di varie dimensioni a seconda della magnitudo delle stelle tracciano con un filo rosso porzioni di cielo; Mini monti riproducono il profilo dei vulcani in una sovrapposizione di tessuti e fili cuciti e ricamatiin Il peso del tempo sei pilastri in tufo, disposti a formare un quadrante circolare, stabiliscono una connessione tra la friabilità della roccia magmatica e il trascorrere ineluttabile del tempo; Ingiustificato ingigantimento di un distacco minimo di tufo è un’opera site specific in cui pietre laviche fragili e sulfuree, che mutano e si sgretolano, vengono tenute insieme da aghi e fili di cotone, in un equilibrio sospeso tra forza di gravità e creazione artistica. Attraverso un meccanismo di accumulazione e stratificazione di materiali di uso quotidiano, di elementi segnici e visuali, di tufi e fibre di tessuto, gli artisti ricostruiscono il mondo che li circonda dandogli configurazioni ed equilibri nuovi, elaborando narrazioni personali raggiungendo così esiti espressivi inattesi. 

Info: www.mucciacciacontemporary.com

 

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