Foto

Robert Doisneau, pescatore d’immagini

L’immagine di Parigi che Robert Doisneau (1912-1994) restituisce con le sue fotografie è l’immagine stessa che ognuno di noi ridisegna e fantastica ogni volta che ripensa alla città: quella dei bistrot, dei clochard, delle antiche professioni; quella dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés, dove si incontrano intellettuali, artisti, musicisti, attori, poeti. Perché di Parigi, abitata da donne, uomini, bambini, innamorati, animali, Doisneau racconta il quotidiano, ne cattura l’istante dal punto d’osservazione privilegiato di uno spettatore intimo. Il celebre fotografo francese è infatti diventato il più illustre rappresentante della fotografia ”umanista” in Francia, le sue fotografie sono note ed esposte in tutto il mondo, e sono oggi conservate nelle più grandi collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. A Salerno è possibile ammirare il suo lavoro al Monastero San Giovanni al Borgo Grande di Cava de’ Tirreni, che ospita la mostra Robert Doisneau, pescatore di immagini. Curata dall’Atelier Robert Doisneau – Francine Deroudille ed Annette Doisneau, ripercorre l’universo creativo del fotografo francese attraverso 70 scatti in bianco e nero, tra cui alcune delle immagini più conosciute e amate. Prima fra tutte Le Baiser de l’Hôtel de Ville, che ritrae una coppia di ragazzi che si bacia davanti al municipio di Parigi, intorno a loro gente che cammina veloce e distratta. Uno scatto che non nasce per caso, nonostante a lungo sia stata ritenuta il simbolo della capacità della fotografia di fermare l’attimo. Doisneau infatti chiese a due giovani di posare per lui in occasione di un servizio fotografico che stava realizzando per la rivista LifeSono anche presenti fotografie come Les pains de Picassoin cui l’artista spagnolo, che indossa la tipica maglietta a righe, viene ritratto seduto al tavolo della cucina; e Prévert au gueridon, che ritrae l’amico fraterno Jacques Prévert seduto al tavolino di un bar con il suo cane e la sigaretta, suoi fedeli compagni. L’esposizione si apre con il l’autoritratto di Doisneau del 1949, e continua con le fotografie che ritraggono i soggetti da lui più amati nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, nei bistrot e nelle gallerie d’arte. Degna di nota è anche la sua capacità di trattare i temi del gioco tra i bambini e dell’istruzione scolastica, trattati con serietà ma anche con ironia. Affermava Doisneau: ”Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti; nessun regista può ricreare l’inaspettato che si trova nelle strade”. La mostra è visitabile fino al 3 marzo. Info: doisneaucavadetirreni.com

Commenti