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Una mappa descrive la contrastante situazione economica dell’arte

È stato pubblicato il risultato di tre anni di lavoro condotto da Magnus Resch, autore del fortunato Management of art galleries. Una mappa raccoglie una quantità sorprendente di dati messi insieme dall’autore e analizzati da ricercatori in scienze della rete di Harvard e Northeastern. Lo scopo dello studio è capire come si muove il mercato dell’arte contemporanea, quanto sono influenti le gallerie che consideriamo tali e il ruolo delle istituzioni pubbliche come i musei nel grande gioco delle aste e nell’affermazione mondiale di un artista.

Il risultato è piuttosto desolante. Sembra infatti che esistano due mondi dell’arte contemporanea che non sono comunicanti tranne rare eccezioni. C’è un universo altissimo che decide la carriera di un artista, universo piccolo ma ricchissimo che comunica con le grandi istituzioni pubbliche come il Moma o il whiteney Museum. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti un artista arrivato in uno di questi musei si guadagna un posto dal quale è difficile scendere. Quasi mai, però, gli artisti che arrivano a guadagnarsi il posto al sole provengono da piccole gallerie che invece vivono in condizioni difficilissime, poche riescono a rientrare delle spese dell’affitto. E neanche a dirlo è questo l’universo più basso, più povero ma anche il più numeroso. Info: www.artnews.com/2018/12/03/moneyball-art-world

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