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The Clock, Christian Marclay

Fino al 20 gennaio alla Tate Modern di Londra è esposta la monumentale video installazione The Clock (2010) dell’artista statunitense Christian Marclay, che con quest’opera ha vinto il Leone d’Oro alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2011. Si tratta di un video della durata di 24 ore che ha richiesto tre anni di lavoro. L’artista, insieme a un team di sei persone, ha cercato all’interno di ore e ore di filmati qualsiasi riferimento al tempo: riprese di orologi, lancette, meridiane, clessidre, orologi a pendolo, orologi da tasca, LED a microonde lampeggianti, sveglie. I 12.000 spezzoni di film selezionati sono poi stati assemblati perché potessero visualizzare il tempo. L’opera diviene così un eccezionale dispositivo per misurare il tempo: ogni volta che sullo schermo compare un orario o un riferimento a un momento della giornata, questi coincidono con l’istante reale in cui si trova lo spettatore, con l’ora che compare sul suo orologio o sul suo smartphone. The Clock è dunque la rappresentazione stessa del tempo che scorre e offre anche una panoramica atipica e non lineare della storia del cinema. Il film di Marclay chiede di considerare le implicazioni del tempo: ricorda il passato, pone l’accento sul presente e, continuando a segnare il tempo che passa, pone domande sul futuro. Per l’artista è infatti un memento mori: «L’orologio parla molto della morte in un certo senso. È un memento mori. La narrazione viene interrotta costantemente e ti viene costantemente ricordato che ora è. Quindi sai esattamente quanto tempo hai trascorso davanti a The Clock». Info: www.tate.org.uk

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