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Gli animalisti contro la Tate che ha inserito foie gras nel menù di Natale

Gli animalisti si scagliano contro la Tate Modern di Londra. La ragione riguarda non le scelte espositive del museo, bensì quelle culinarie. Il ristorante del museo londinese, infatti, ha annunciato anche quest’anno il menù che proporrà per Natale inserendo tra i piatti anche una ricetta a base di foie gras, zampone e il paté di foie gras con mele cotogne al prezzo di 39,50. Molto bene, se non fosse che la produzione del foie è già da qualche tempo vietata in Gran Bretagna sia per il paté di fegato d’oca che per quello di anatra. Obiettivo del museo era quello di proporre un menù raffinato dal gusto francese dando un tocco di classe alla tipica cucina british. Le critiche, però, non hanno tardato a investire l’istituzione britannica. Non appena il menù è stato pubblicato sul sito web del polo culturale, l’associazione animalista Animal Equality ha invece proposto un altro documentario girato in un allevamento di oche e anatre in Francia in cui si mostrano le tecniche crudeli che portano alla preparazione della pietanza. Si tratta di una scelta che, a detta degli animalisti, non dà un’immagine veritiera della Tate e di suoi valori, «anche perché – precisano dall’Animal Equality – la Tate è un’istituzione no-profit che riceve cospicui fondi statali (e quindi soldi dei contribuenti): non si tratta di un ristorante a gestione privata». La Tate Modern ha deciso per il momento di non rispondere ai giornalisti ma Hamish Anderson, a capo del catering del museo, ha comunicato ad Animal Equality che il loro messaggio verrà preso in considerazione in futuro per la definizione dei menù. Intanto, il foie gras è stato ufficialmente escluso dal menù di Natale.

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