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Taxidermy, 18 artisti in negozio

Un laboratorio di tassidermia, forse l’ultimo rimasto a Roma, un piccolo negozio, quasi dimenticato, torna alla vita e diventa l’insolita cornice della mostra Taxidermy fino all’1 dicembre. Una location diversa, di certo inusuale e complessa, ma di grande fascino ha ispirato i curatori Barbara Reggio e Leonardo Petrucci, che l’hanno scoperta ed eletta sede della collettiva. «Il confronto con uno spazio espositivo non canonico – raccontano i curatori – è stato il punto fondamentale che ha catturato la nostra attenzione per questa mostra. Taxidermy è figlia di una grande complicità tra noi curatori e i 18 artisti che hanno deciso di mettersi in discussione, confrontandosi con un luogo suggestivo ma allo stesso tempo complicato». La proprietaria del singolare spazio espositivo, la Signora Anna Maria Bertoni, è erede e ultima portavoce di una lunga tradizione familiare, iniziata a metà del XIX secolo, e destinata con lei a estinguersi. Duecento anni di sapere tecnico saranno perduti con la chiusura del negozio, alla fine dell’anno, perché la dedizione necessaria a fare il mestiere ”dell’imbalsamatore” non combacia più con i ritmi della contemporaneità. «Ciò che in fondo abbiamo provato a fare con questa mostra – spiegano Barbara e Leonardo – è stato aggiungere un pizzico di vitalità a un luogo e a un mestiere che sono sempre più vicini alla totale sparizione, rimanendo in un futuro, neanche troppo lontano, solo un fievolissimo ricordo».

Il destino del negozio-laboratorio Bertoni è la dimostrazione che oggi gli antichi saperi artigiani non sono al sicuro, ma rischiano di estinguersi senza nessuno che trovi il tempo per salvarli. Taxidermy si fa così occasione per non dimenticare, suggerendo un legame tra l’antica tecnica e le riflessioni artistiche contemporanee. D’altra parte, la capacità dell’artista di restituire la realtà all’osservatore manipolandola a proprio piacimento non rassomiglia in qualche modo al potere illusorio di chi elude la morte dandole la forma della vita? Come l’artista, anche il tassidermista dispone secondo un nuovo ordine la struttura del mondo. Prende così vita la mostra, in cui artisti consolidati e nuovi nomi della contemporaneità, accolgono la proposta del duo curatoriale, lasciando fluire la propria ispirazione tra le teche di Piazza dei Quiriti 10.

«Tutto è nato da una sfida – rivelano i curatori – cercare di far dialogare i lavori degli artisti con gli elementi preesistenti all’interno del negozio. Le opere sono occultate, perfettamente mimetizzate con gli oggetti presenti e ciò non le snatura, anzi, ne esalta i campi di ispirazione e di provenienza immaginifica». La mostra diventa una caccia al tesoro, in un luogo che di tesori ne ha molti e che custodisce un pezzo di storia. Tra le conchiglie, i coralli, gli uccelli impagliati, i teschi, le mandibole e i grandi trofei, che si accalcano sulla superficie di tutto il negozio, si nascondono i solidi di Andreco, una ceramica di Corinna Gosmaro, una polaroid di Alessandro Dandini de Sylva e molte altre sorprese. Le opere non si rivelano subito, perfettamente integrate con l’ambiente che le ospita, serve un secondo sguardo, più attento, per individuare “gli ospiti”. Opere e oggetti raccolti lungo tutta una vita, sono ottimi coinquilini, dialogano senza intoppi, creando uno straniante equilibrio tra storia, tradizione e contemporaneità.

Il tempo nel negozio della Signora Anna Maria scorre in maniera diversa dall’esterno, è sospeso, come lo sono le creature imbalsamate, in bilico tra la morte e una vita apparente. Ma non è forse questo che fa anche l’arte? Imprigiona un istante in eterno, cristallizza un pensiero, un’idea fugace, in un oggetto concreto?
Taxidermy, sfida raccolta e vinta.

Gli artisti in mostra: Andreco, Joanne Burke, Alessandro Dandini de Sylva, Giovanni De Cataldo, Davide D’Elia, Antonio Della Guardia, Giulio Delvè, Federica Di Carlo, Antonio Fiorentino, Corinna Gosmaro, Giovanni Kronenberg, Emiliano Maggi, Parasite 2.0, Leonardo Petrucci, Alessandro Piangiamore, Calixto Ramirez, Namsal Siedlecki, Alessandro Vizzini.

Fino all’1 dicembre 2018, solo su appuntamento
Piazza dei Quiriti, 10, Roma
Contatti: 3496439597 – 3332138640

 

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