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Bojack Horseman

Un volume che, già dal sottotitolo, ammicca al lettore con la frase ”tutto quello che avreste sempre voluto sapere”, spesso non promette bene. Il rischio, infatti, è di usare questa espressione come mero specchietto per le allodole. Nulla di più lontano da Bojack Horseman, tutto quello che avreste sempre voluto sapere (appunto), corposo artbook curato dall’autore Chris McDonnell, con la prefazione di Lisa Hanawalt – l’illustratrice e fumettista che ha ideato graficamente la serie – e l’introduzione di Raphael Bob-Waksberg, il creatore e produttore esecutivo di quella che è la prima serie di animazione per adulti prodotta da Netflix.

Pubblicato in Italia da Edizioni Bd, questo volume illustrato (cartonato a colori, 29 euro) – uscito nelle librerie e fumetterie statunitensi con il titolo Bojack Horseman, the art before the horse, presenta al lettore appassionato ”schizzi folli e rimasugli di storie e preistorie, scene e sceneggiate, scartoffie dai retroscena e rievocazioni di momenti topici affrontati con coraggio”, spiega Bob-Waksberg. Tradotto: una carrellata dei primi bozzetti, le prime idee, le schede dei personaggi, i fumetti preparatori, le illustrazioni, le prove di luminosità, i post-it, gli animatic (il passo che segue gli storyboard, ovvero la prima – e approssimativa – visualizzazione grafica delle vignette che andranno a comporre ciascuna tavola della storia definitiva), i segreti dei produttori e degli artisti coinvolti.

Tutt’ora in corso, la serie è ambientata in una Los Angeles immaginaria – ma neanche troppo – dove esseri umani convivono, si mescolano e si accompagnano con animali parlanti e antropomorfi (già questo è uno spasso). Un universo surreale ma più che attuale fatto di ironia, responsabilità, notorietà, sarcastica e varia umanità. Il protagonista è il coinvolgente Bojack, l’attore con la testa di cavallo e la star della (indimenticabile?) sitcom degli anni Novanta Horsin’Around, che non è riuscito a restare sulla cresta dell’onda dopo la chiusura della serie, tra problemi di narcisismo, alcolismo e depressione. Così pianifica di rinnovare la sua fama (meglio, “fame di successo”) attraverso un’autobiografia. ”Quando Raphael mi ha detto che Bojack si sarebbe fatto veramente, sono rimasta pietrificata. Credo di essermi messa anche a cercare su Google: come si disegna un cartone animato”, ironizza Hanawalt – che è anche l’autrice di My dirty dumb eyes, Hot dog taste test e, di recente, Coyote doggirl – nella prefazione.

Già, perché questo artbook – ”che si può leggere tutto di fila, o si può scegliere di saltare da una parte all’altra e guardare le immagini”, precisa Bob-Waksberg – ripercorre l’intera fase dello sviluppo di Bojack Horseman, spaziando dalla realizzazione degli episodi (ad oggi siamo a quota 60, più lo speciale natalizio) alla scrittura. E ancora, dagli attori che prestano le voci ai personaggi fino allo staff della produzione di una tra le serie più popolari al mondo, vincitrice di diversi premi internazionali. Un tomo (240 pagine così ricche di testo e illustrazioni non è roba da poco) definito nel comunicato ”una vera e propria bibbia della serie”, che omaggia questo cavallo pazzo tanto apprezzato, non solo oltreoceano. ”Osservando Bojack vedo tanta capacità di sperare. Ma anche un mondo pieno di personaggi che, pur soffrendo tremendamente, trovano il modo di raccogliere il proprio carretto e andare avanti. Spero che questo libro vi piaccia”, scrive Bob-Waksberg. Fidarsi sulla parola.

Info: www.edizionibd.it

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