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Il paese scomparso Curon al Romaeuropa con le musiche di Pärt

C’era una volta un paese altoatesino con le sue case, le sue strada e i suoi uffici, la sua chiesa. Un giorno tutto è finito sommerso dall’acqua, letteralmente sommerso. Unica eccezione un campanile che sbuca dal lago d’acqua spesso ghiacciato. Sembra una storia ma non lo è. Il paese si chiama Curon e di questo veramente rimane solo la cima del campanile. Questa vicenda unita alle composizioni di uno dei più noti musicisti contemporanei: Arvo Pärt è la struttura dello spettacolo presentato per il Romaeuropa Curon.

Appuntamento il 17 novembre all’auditorium parco della musica quando la compagnia OHT, Office for a Human Theatre, Fondata dal regista Filippo Andreatta si confronta per la prima volta con il teatro musicale. In scena, l’intreccio tra le immagini di questo campanile e la musica del celebre compositore evocano la tragicità dei fatti storici. Diverse modalità di narrazione si affiancano a differenti versioni di Fratres, composizione senza fissa strumentazione. Testo, immagini e suoni si fondono nella definizione di uno spettacolo meditativo che non a caso viene aperto dall’esecuzione in prima italiana della Serenade (1978) di Valentin Sylvestrov, autore ucraino coetaneo di Arvo Pärt, esponente di rilievo di quell’estetica della musica del silenzio, delle atmosfere rarefatte che caratterizzano l’intero spettacolo. Info: https://romaeuropa.net/festival-2018/curon-graun

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