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Artissima, non solo gallerie

Si è conclusa la 25esima edizione di Artissima, la sola fiera in Italia esclusivamente dedicata all’arte contemporanea, tra nuove iniziative, collaborazioni, premi e progetti speciali. Non solo una fiera, che vanta di vendite in crescita e partecipazioni, ma anche un evento di riconciliazione e unione dell’arte con i giovani, con il mondo digitale, con la musica. A unire le tante sfaccettature di Artissima è stato il tempo, il tempo che sta, nelle parole della direttrice Ilaria Bonacossa, «dalla parte di chi nel mondo dell’arte vuole scoprire ed emozionarsi, assaporare e riflettere, aprirsi al diverso e al cambiamento». Apertura che si è espressa anche nei numeri, quest’anno con 195 gallerie di cui il 60% rappresentate da espositori internazionali, 35 Paesi, 52000 visitatori nonché 300.000€ di acquisizioni istituzionali.  Se nel tirare le fila dell’evento da una parte ci si interroga sulla proporzione tra novità e ripetizione delle proposte artistiche, dall’altra non possono non colpire le dinamiche del retroscena. Artissima infatti riesce ogni anno a coinvolgere istituzioni private, come la Unicredit o la Fondazione Sardi per l’Arte Contemporanea, quanto pubbliche, come la Regione Piemonte e il comune di Torino, generando in totale un indotto sulla città pari a € 3,7 milioni. Ad ogni modo, tra le novità più importanti, spiccano la sezione Sound, interamente dedicata al suono negli spazi non istituzionali di OGR – Officine Grandi Riparazioni, Artissima Experimental Academy, progetto formativo e itinerante in collaborazione con Combo e Artissima Junior, che invece coinvolge i giovani visitatori in un’esperienza immersiva con l’artista argentina Alek O. In occasione del 25esimo compleanno poi Artissima ha mostrato la sua attenzione alla sperimentazione muovendosi sul digital, con #ArtissimaLive, redazione dal vivo composta da riviste on-line, blogger e siti web e il palinsesto video di #ArtissimaRewind.

Per quanto riguarda le gallerie, evidentemente non le uniche protagoniste della fiera, tra le 94 della Main Section, sono emerse Umberto di Marino, Alberta Pane, Rossi&Rossi, Steinek, Alberto Peola, Loom e, ovviamente, Galleria Continua, per lo spirito e la varietà dei media artistici presentati. Interessante la Gallery Isabelle Van Den Eynde come esponente della sezione Dialogue, con Hesam Rahmanian e Rokni Haerizadeh e le rispettive sovrapposizioni di pittura a fotografia e video. Tra le sezioni curate, sicuramente Walter Robinson alla Sébastien Bertrand e Diego Perrone alla Massimo de Caro per Disegni, Gary Hill per In situ – Fabienne Leclerc per Back to Future e Ad Minoliti a Peres Projects per Present Future. Galleriapiu di Bologna tra le new entries. Mentre l’attenzione sul video continua, inspiegabilmente, a scarseggiare in fiera, una bella iniziativa da segnalare è stata la presentazione in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, di Vdrome, un “cinema online” curato da Edoardo Bonaspetti, Andrea Lissoni, Filipa Ramos con Enrico Boccioletti. Una fiera sicuramente in movimento, durante la quale oltre a passeggiare tra gli stand, si poteva incappare in performance come quella di Thomas De Falco alla galleria Richard Saltoun, in un consulente di art advisory Unicredit o in una delle conversazioni curate e pensate da Paola Nicolin, quest’anno dal titolo Time After Time. 

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