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Pur sempre pittore

Se si è abituati a un Eddie Peake famoso per quelle performance considerate forti – basti pensare ad Animals, l’ultima squadra di calciatori nudi presentata nel 2017 a Napoli durante il Festival Volcano Extravaganza, reinterpretazione della celebre Touch nella la Royal Accademy di Londra nel 2012 – il nuovo progetto visitabile fino al 10 novembre nella sede romana della Galleria Lorcan O’ Neill presenta sicuramente delle sorprese. Il Peake di People separa il medium pittorico dalle altre multiformi e trasversali trasformazioni che l’artista ha messo in pratica per le sue precedenti esposizioni – dal video alla performance, dalla scultura all’installazione – lasciando che questa non contaminazione con altri media conferisca all’artista poliedrico il diritto di essere prima ancora di tutto il resto un pittore.

Eppure, quella che può sembrare una grande novità in termini formali, ritrova familiarità nei temi cari all’artista già affrontati precedentemente: si ritrovano ancora quell’attenzione particolare ai temi della sessualità e dell’eros, della figura umana e quella scelta di colore psichedelico che contribuisce a dare energia all’immagine, quanto a impregnare l’esperienza della visione di quella sorta di vortice, già vissuto, fra le altre, nella mostra intitolata The Forever Loop al Barbican Center di Londra nel 2015. Peake riprende gli elementi classici della rappresentazione, quali ad esempio il ritratto, l’autoritratto, l’idea di cornice e li sviluppa in tre grandi serie di lavori: i Mirror Canvases ricalcano su tela i suoi famosi Mirror Works in acciaio inossidato, accompagnati ancora da brevi testi; se molte volte è stato considerato un artista in grado di parlare alla sua città (Londra) delle dinamiche che la caratterizzano, nel caso di People rivolti all’attualità sociale e politica sono gli Head/Text paintings, quali ad esempio la Brexit, la nuova presidenza Trump negli Stati Uniti d’America, il movimento #meeToo, dimostrando ancora una volta la sua attenzione nei confronti del mondo che lo circonda.

Infine, ancora una volta ricalcando il tema dell’identità del singolo, la serie dei Cinemas Screens, tele di grandi dimensioni come fossero schermi del cinema in cui Peake affronta le complesse dinamiche delle relazioni umane: dai volti che sono distanti, divisi da un vuoto incolmabile ai profili ripetuti uno a fianco all’altro come in scala infinita, numerosi eppure solitari, vicini e sconosciuti.

Fino al 10 novembre, Galleria Lorcan O’Neill, Vicolo dei Catinari 3, Roma; info: www.lorcanoneill.com

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