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Fondazione Volume indaga l’eredità coloniale con la collettiva Italiani brava gente

Italiani brava gente, amnesie e memorie del colonialismo italiano è la collettiva curata da Vasco Forconi che dal 23 ottobre occupa gli spazi della fondazione Volume. Vuoto di memoria è la lente con la quale viene trattato il tema del colonialismo italiano, troppo spesso ignorato o dimenticato, appunto. E anche se è vero che il Belpaese non è stato certo la Francia o la Spagna, non considerare il nostro seppur ridotto passato coloniale sarebbe in errore. A esporre il tema sono quindi Alterazioni Video e Luca Babini, Bridget Baker, Fare Ala + Wu Ming 2 che attraverso video più o meno documentari, più o meno di finzione indagano quella zona di confine fra una cultura propria e l’accettazione o il rifiuto di una seconda.

Bridget Baker, con The Remains of the Father, racconta la giornata lavorativa di una giovane ricercatrice eritrea impegnata a tradurre A Contribution to the Birth of the Colonial Style, testo scritto da Giovanni Ellero durante la seconda guerra mondiale. Il collettivo Fare Ala in collaborazione con Wu Ming 2 svolge una mappatura di Palermo alla ricerca di racconti e tracce lasciate dalla lunga stagione coloniale nell’architettura e nella toponomastica della città. In Black Rain di Alterazioni Video e Luca Babini un uomo si aggira in un’isola di Lampedusa assolata, misteriosa e sospesa nel tempo, interrogandosi sullo statuto di questa terra. Info: www.fondazionevolume.com/index.php/it

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