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Viaggio alle origini del colore

Dalle pagine del nostro ultimo cartaceo, il 114, un articolo dal Focus Codice Materia, incentrato su come il rapporto tra artisti e materiali, strumenti, chimica è cambiato nel corso degli anni

Non ci sono molti luoghi in cui gli artisti sono l’ispirazione e i destinatari di un processo di produzione. Ma a Colart, che potremmo chiamare la ”fabbrica dei colori”, artisti e chimici lavorano fianco a fianco per la ricerca e l’innovazione. A raccontarlo è Mark Cann, Technical Excellence Manager di Colart, l’azienda leader nel mercato globale dei materiali per belle arti con molti marchi storici.

Come nasce un colore?
«Ogni nuovo colore deve essere vantaggioso per l’artista, quindi deve riflettere ciò che l’artista sta cercando di trasmettere dal mondo che lo circonda. La luce bianca è suddivisa in molti colori in natura e dobbiamo dare agli artisti colori che possano essere usati da soli o mescolati con altri per rappresentare con precisione ciò che l’artista vuole rappresentare con il suo lavoro. Tecnicamente, alcuni fattori importanti nella concezione e nascita di un nuovo colore sono l’ intensità, il sottotono, la trasparenza e l’opacità. Questi fattori ci aiutano a garantire che i colori siano i più vivaci e accurati possibile».

Quale ricerca bisogna realizzare per l’invenzione di un nuovo colore?
«Ci interessa molto il feedback degli artisti. La sostenibilità e la stabilità di ogni nuovo prodotto che creiamo è sempre considerata, noi vogliamo che il nostro colore resista alla prova del tempo sia nel tubo ma anche una volta applicato a un lavoro. Viene inoltre fatto ogni sforzo per garantire che le materie prime abbiano la migliore qualità di archiviazione possibile». 

State lavorando all’invenzione di nuovi colori?
«Siamo sempre alla ricerca di nuovi pigmenti o combinazioni di pigmenti da includere nell’attuale pallet di colori disponibile agli artisti e ci teniamo aggiornati tendenze e sui nuovi colori offerti dai nostri fornitori. In questo modo miglioriamo continuamente su ciò che possiamo offrire agli artisti e ai pensatori creativi di tutto il mondo».

Come è cambiato il modo di pensare la produzione di colore negli ultimi anni?
«Ci sono molti fattori che guidano il modo in cui la produzione di colore cambia nel corso degli anni. La più grande influenza riguarda le normative ambientali. Dobbiamo garantire che le nostre materie prime soddisfino la rigida legislazione applicabile al nostro settore. Ciò significa trovare valide alternative per i pigmenti che non possiamo più utilizzare a causa della loro natura tossica, in modo che ognuno dei nostri prodotti sia il più sostenibile possibile.. per noi, quindi, i continui miglioramenti apportati ai pigmenti sintetici sono affascinanti in quanto ci consentono non solo di migliorare la stabilità del colore e la sua solidità alla luce, ma anche di offrire valide alternative ai pigmenti che non sono considerati rispettosi dell’ambiente, come il cadmio».

Quali sono le principali innovazioni introdotte nella produzione di colori?
«Oltre allo sviluppo di nuovi pigmenti, uno dei più grandi progressi nella produzione di colore è stato nei macchinari. Le nuove attrezzature di fresatura ci hanno permesso di avere un controllo molto maggiore sul modo in cui si sparge il colore, dando molti vantaggi in termini di trasparenza e finezza della macinatura».

Pensa che la diffusione dei linguaggi digitali abbia penalizzato l’uso dei materiali?
«Personalmente ritengo che l’inclusione dell’arte digitale sia complementare all’uso della pittura tradizionale. Da ciò che vedo c’è spazio per entrambi questi approcci. Colart abbraccia apertamente l’inclusione dell’immagine digitale nel mondo dell’arte, ma, allo stesso tempo, credo che ci sarà sempre un desiderio per l’artista di lavorare con il colore nei modi tradizionali».

Con i vostri marchi state introducendo uno studio approfondito sulla sostenibilità. Di che si tratta?
«Colart ha molto a cuore la sostenibilità. Tutto il colore che produciamo è realizzato pensando all’ambiente. Recentemente abbiamo terminato un lungo lavoro di lancio di nuovi colori senza cadmio, talmente indistinguibili rispetto ai colori con il cadmio che nei test molti artisti non si sono accorti delle differenze. La nostra visione di “ispirare ogni artista nel mondo” si traduce nel tentativo di continuare a svolgere il nostro ruolo anche in futuro, ma ciò sarà possibile solo se ci sforziamo oggi di adeguare i nostri sistemi produttivi ai criteri della sostenibilità. Ecco perché, ad esempio, stiamo attivamente cercando di ridurre i livelli di plastica nei nostri prodotti, con l’obiettivo finale di eliminare definitivamente la plastica dal nostro inventario di materiali».

Cosa cercano oggi gli artisti nei colori?
«Credo che gli artisti cerchino principalmente colori di cui possano fidarsi. Hanno bisogno di essere certi che il colore sia sempre della stessa tipologia in ogni tubo che acquistano; che si conservi bene, che sia resistente alla luce, che sia applicabile sempre nello stesso modo e, soprattutto, che abbia un buon rapporto qualità prezzo». 

Quanto è importante il dialogo con gli artisti e lo studio della contemporaneità per un’azienda come la vostra?
«I vantaggi della comunicazione bidirezionale con chiunque utilizzi i nostri prodotti è fondamentale e ci consente di considerare le mutevoli esigenze e le modalità di lavoro degli artisti contemporanei. È costruendo ponti con gli organismi professionali ed educativi e con la comunità di artisti che possiamo continuamente monitorare e modificare il modo in cui creiamo materiali e servizi artistici. È solo incoraggiando questo tipo di community che possiamo mantenere uno stretto legame con la contemporaneità».

 

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