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Tra colore e poesia

Con la sua aria da bravo ragazzo e l’entusiasmo nel raccontare quello che fa, Valerio Di Benedetto ricorda l’alter ego di un supereroe dei fumetti che viene allo scoperto quando trova, nel suo caso, una serranda da dipingere. Perché l’arte di Valerio è la street poetry, ovvero scrivere poesie, poetizzare come dice lui stesso, sulle serrande dei negozi. Finora ne ha realizzate tredici: dieci a Roma, due a Milano e una a Parigi.

Lo incontriamo nella sua veste di artista in un caldo sabato pomeriggio di settembre per parlarci delle mostra in corso al Margutta RistorArte di Roma, in programma fino al 3 dicembre. «Indaco, In bilico tra colore e poesia è l’evoluzione – dice l’artista – di un progetto più grande che è Umanamente in bilico. Scrivevo delle poesie ma non riuscivo a trovare un editore, allora ho pensato che le serrande dei negozi potessero diventare delle pagine bianche e Roma un libro a cielo aperto. All’ennesima serranda poetizzata mi sono accorto che mi stava piacendo tantissimo, perché potevo unire a parole dall’atmosfera malinconica delle tonalità molto accese. Per i colori, infatti, prendo spunto dalle palette della pop art, da Basquiat, Warhol. Avrei voluto una serranda tutta mia, ma non avendola mi sono chiesto, “perché non farne dei quadri?».

È nata così, dunque, l’idea di riprodurre su delle serrande fittizie, più piccole di dimensioni rispetto a quelle reali (alcune addirittura tascabili), le poesie che Valerio ha già sparso per varie città per esporle a Roma. Ad accogliere i visitatori, un testo creato appositamente per i frequentatori di Via Margutta: Come Here, una dedica che inevitabilmente rimanda agli anni della Dolce vita, in cui la via degli artisti accoglieva i più grandi nomi dell’arte, del cinema sia italiano che internazionale. Sulle pareti, i colori squillanti delle opere di Valerio risaltano, infondono un calore e un’allegria che si scontrano alla perfezione con il tono pungente e il carattere ermetico dei suoi testi.

Atlantide è la protagonista della sala centrale e sui colori leggeri e frivoli del mare e della sabbia della mitica isola rimbombano le parole in versi così attuali e commoventi. «Quello che faccio – continua – non è un esercizio di stile per me stesso ma qualcosa che creo ”in funzione di”. Se a muovere ogni azione artistica o non artistica c’è una missione o un obiettivo verso il prossimo, come il riqualificare la città, lasciare un messaggio d’amore, di rivoluzione o di resistenza, allora tutto quello che facciamo assume un altro spessore. In futuro – conclude – vorrei fare qualcosa di estremamente pop, con serrande multicolori e giocando con le dimensioni. il mio obiettivo è portarle a New York, la patria della pop art». E dei supereroi, ovviamente.

Info: www.ilmargutta.bio

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