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Tiziano e Richter a confronto

Il grande pittore tedesco Gerhard Richter ha deciso di offrire una rielaborazione del suo rapporto con la pittura di Tiziano e con il tema dell’Annunciazione in una mostra concisa e preziosa: Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla Terra a cura di Helmut Friedel, Marsel Grosso e Giovanni Iovane e allestita a Palazzo Te (Mantova) fino al 6 gennaio. La storia che questa mostra vuole raccontare inizia nel 1972, anno in cui Richter partecipa alla Biennale di Venezia e durante una visita alla Scuola Grande di San Rocco, riconosce in Tiziano la qualità “che rende arte un’opera d’arte” e in quel momento decide di copiare il quadro dell’Annunciazione. Da allora il dialogo con l’antico maestro cadorino resta una costante ispirazione e un’intonazione di fondo nei lavori di Richter. 
La Fondazione Palazzo Te, grazie al lavoro dei curatori, ha proposto al grande artista tedesco di raccontare questo dialogo intimo e di lungo corso, proprio a partire da due capolavori di Tiziano: l’Annunciazione di San Rocco e quella conservata al Museo Nazionale di Capodimonte. Gerhard Richter risponde con generosità elaborando un percorso di 17 opere, direttamente uscite dal suo studio, nelle quali, con delicatezza e per allusioni racconta una storia, tutta giocata sul segreto della visione. 

Facendo un’ulteriore passo indietro, Bernard Berenson nel libro I pittori italiani del Rinascimento spiega come sia possibile distinguere le varie scuole di pittura italiana notandone i tratti caratteristici. Ad esempio nota che la suola toscana basa la costruzione di ogni opera sul disegno, la scuola veneta invece compone attraverso il colore e la luce. Tiziano è decisamente maestro in questo stile e Gerhard Richter omaggiandolo, fa un’operazione che si inserisce proprio in questo pensiero, riproducendo con la sua Annunciazione le medesime tonalità e sensazione ma annullando, tramite sfocatura, ogni tracciato. 
Vi è poi un altro importante punto di contatto tra i due autori: il gesto. Possiamo ricordare che Tiziano alla fine della sua carriera dipingeva con tale impeto da utilizzare talvolta anche le proprie dita. Questa espressività, seppur differente nel risultato estetico, la possiamo ritrovare anche nei lavori astratti di Richter, dove la potenza espressiva è la medesima.

Questa mostra è una storia che racconta il pensiero e la pratica del colore, la reciproca trascendenza, le connessioni tra i colori nella loro diversità e forse anche la trasparenza della visione nel rapporto con un “oltre” misterioso; una riflessione sul senso della pittura che accomuna Tiziano e Richter. A questa istanza è dedicata l’ultima sala, nella quale Richter ha voluto presentare un suo specchio rosso, del colore della veste della vergine di Tiziano, a testimonianza di un riverbero che attraversa il tempo e custodisce segreti. Questo importante evento ha smosso anche altre istituzioni in città. E così il Museo Diocesano Francesco Gonzaga ha generosamente deciso di presentare un’accuratissima raccolta delle Annunciazioni presenti nelle collezioni della città, mentre la Diocesi di Mantova propone un percorso cittadino per ammirare le Annunciazioni presenti nelle principali chiese.

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