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Ancora accuse di plagio per Jeff Koons

Vi avevamo già raccontato di accuse di plagio rivolte all’artista americano Jeff Koons, era il caso della ballerina del Rockefeller Center di New York (qui trovate l’articolo). Questa volta è Franck Davidovici, direttore creativo della casa di moda francese Naf Naf, a denunciare il lavoro dell’artista neo-pop, imputandogli di aver copiato una loro campagna pubblicitaria del 1985. La battaglia legale ha preso avvio alla fine del 2014 e dovrebbe concludersi a novembre, il caso, infatti, è stato finalmente ascoltato in un tribunale di Parigi lo scorso 24 settembre, quasi quattro anni dopo le prime dichiarazioni. L’opera in questione è la scultura in porcellana Fait d’Hiver del 1988, che fa parte della celebre serie Banality di Koons e che secondo l’accusa troppo rassomiglia a una pubblicità di Naf Naf raffigurante una giovane ragazza sdraiata nella neve, con accanto un piccolo maiale, dotato di barile di rum legato al collo in stile ”cane da salvataggio”. L’opera di Koons, che è stata acquistata nel 2007 da Fondazione Prada per circa 4,3 milioni, ritrae un maiale e due pinguini che vegliano su una donna che giace in quella che sembra neve. «È lo stesso lavoro in tre dimensioni – ha dichiarato a Le Monde Jean Aittouares, legale di Davidovici – Jeff Koons ha aggiunto i fiori e un pinguino per evocare il freddo, con l’obiettivo di attenersi all’opera originale. Il senso è assolutamente lo stesso».

Davidovici ha visto per la prima volta l’opera di Koons nel 2014, all’interno del catalogo della mostra dell’artista al Centre Pompidou di Parigi. Il lavoro è stato subito escluso dall’esposizione come richiesto del creditore e sia Pompidou che Fondazione Prada sono stati citati in giudizio per aver riprodotto le immagini della scultura. Il direttore creativo di Naf Naf ha quindi formalmente presentato denuncia nel gennaio 2015, facendo causa a Koons per violazione del copyright e chiedendogli un risarcimento di 300.000 euro. Intanto l’avvocato Aittouares sta cercando di far confiscare l’opera, sottolineando che questa «ha contribuito a rendere Jeff Koons quello che è oggi, uno degli artisti contemporanei più costosi al mondo». L’allora presidente del Centre Pompidou, Alain Seban, difese Koons spiegando che il principio alla base della sua serie Banality consiste proprio nel riproporre oggetti acquistati in negozi o immagini viste sulle riviste. L’avvocato di Koons aggiunge che l’artista non nega di essere stato ispirato dalla pubblicità di Naf Naf, al contrario, afferma che questo è proprio il suo particolare approccio artistico. Il maestro del neo pop sostiene però anche che nella sua scultura il messaggio trasmesso è diverso, nuovo. A lui interessa il banale, il banale come ”salvatore”. Il tribunale distrettuale di Parigi dovrebbe pronunciarsi l’8 novembre, chi avrà la meglio?

 

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