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Berlin Art Week

Gallerie, collezionisti, musei e chi più ne ha più ne metta. Con la Berlin Art Week, Berlino si colora d’arte. Chi avrà la fortuna di trovarsi a Berlino tra il 26 e il 30 settembre potrà salutare l’estate in modo particolare. Tra inaugurazioni, fiere e aperture speciali la città dedica una settimana all’arte. Il palcoscenico principale si trova nell’area dell’ormai dismesso aeroporto di Tempelhof. Il 27 settembre hanno aperto le porte le due grandi fiere d’arte cittadine: Positions Berlin, ormai alla sua quinta edizione e Art Berlin, nata dalla fusione di ABC Berlin e la Art Cologne lo scorso anno Ad esporre saranno gallerie tedesche e internazionali. Tra le gallerie presenti alla Positions Berlin, la Galerie Bruster merita sicuramente una pausa: l’artista tedesco Alex Feuerstein sceglie, come motivi centrali delle sue pitture ad olio e resina su tavola, banalissime scene quotidiane, difficili da inquadrare in un contesto preciso o da ricollegare ad eventi particolari. SI tratta di immagini che vengono recepite in modo diverso, a seconda della personalità e dell’esperienza pregressa di chi le osserva. E così diventa difficile distinguere se la finestra davanti a noi apra il nostro sguardo sull’interno o su un esterno oppure se ci troviamo di fronte alla luna piuttosto che al sole. Già presentati in occasione della Paper Positions in primavera, i collage di Troels Carsen colorano le pareti della galleria Jarmuschek und Partner insieme alle pitture di Oliver Gröne, che ormai da qualche anno dedica la sua attenzione ad una serie ristretta di soggetti quali alberi, nature morte e paesaggi, reinterpretando i grandi maestri moderni: ed ecco che combina con estrema semplicità elementi di cubismo analitico e metafisica, completandoli con accese tonalità di blu, rosa e giallo. Thomas Fuchs presenta le opere di Patrick Angus, artista newyorkese attivo principalmente negli anni Ottanta che, tramite un ritorno alla pittura figurativa in anni in cui a dominare era l’arte minimalista, ci regala una rappresentazione a 360 gradi della vita omosessuale a New York, nello stile di Tolouse-Lautrec. Il suo talento verrà riconosciuto poco prima della sua morte, nel 1992, tramite una serie di mostre personali e la pubblicazione di un catalogo delle sue opere.

Decisamente più astratta è la scelta della galleria Martin Mertens che presenta i lavori di Pius Fox, artista berlinese che concentra la sua attenzione sulla lavorazione minuziosa della superficie dell’immagine e sull’elemento altrettanto fondamentale del colore, accostato spesso a linee e forme dall’andamento geometrico. Una volta ad Art Berlin merita sicuramente uno sguardo la König Galerie, che per l’ occasione presenta il lavoro di Annette Kelm. Con un repertorio proveniente dalla vita quotidiana, tra ritratti, fotografia architettonica e motivi tipici del design di massa, l’artista presenta immagini poetiche, dense di allusioni e ambiguità, cercando di delineare il modo oggetti e persone esistono. L’area del quartiere Mitte sarà sicuramente un’altro punto cruciale. La sede berlinese del Museum Frida Burder- Salon Berlin- in quella che una volta era la sede della scuola femminile ebraica, ha aperto le danze in anticipo e inaugurato la festa già il 20 settembre con una mostra che vede confrontarsi due posizioni sul tema della prostituzione: una video-installazione di Candice Breitz e le pitture di William Copley. Una volta usciti, vale sicuramente la pena raggiungere la terrazza per visitare il parco giochi per artisti, installato dal gallerista Michael Fuchs. E per godersi il panorama. Me collectors room risponde dall’altro lato della strada con la mostra The moment is eternity, in cui fulcri centrali saranno i temi di amore e sensualità, diventare e tramontare, trattati attraverso l’esposizione di gran parte della collezione fotografica del collezionista Thomas Olbricht, a confronto con opere appartenenti alla Wunderkammer Olbricht. Saranno presenti, tra gli altri, lavori di Cindy Sherman, Diane Arbus, Henry Cartier- Bresson, Robert Capa, Gerard Richter.

Poco più in la, la große Hamburger Straße è animata dalla Lucky Gallery, progetto pop up di Nathalie Crivelli, 34 anni, fotomodella laureata in scienze della comunicazione che muove i suoi primi passi sul palcoscenico dell’arte con la piccola ma interessante mostra a due dell’australiano Brad Robson e del Tailandese Virut Panchabuse. I grandi e minuziosi collage dai colori sfavillanti dell’artista tailandese, si confrontano con le tele di formato più piccolo, ma dal tocco rapido e altrettanto espressivo di Brad Robson, conosciuto altrimenti soprattutto per i suoi giganteschi murales. Coraggiosa e sicura di se, Nathalie Crivelli crede nel potere dei social network, che utilizza per promuovere gli artisti che rappresenta e la sua nascente carriera da gallerista. Infine, per cominciare la domenica nel modo giusto bisogna fare sicuramente un salto alla EAM Collection il 30 settembre. L’alba del Lettrismo e dell’internazionale lettrista sono i punti focali della collezione che per la Berlin Art week inaugura la mostra Goodbye Mr. Chaplin dove, insieme alla degustazione di una deliziosa colazione francese, si cercherà di delineare le origini storiche dell’Internazionale Situazionista e il suo rapporto col Maggio francese del 1968. Il giro non può che continuare verso l’Hamburger Bahnhof dove verrà inaugurata la mostra The Demon’s Brain dell’artista polacca Agnieszka Polska, vincitrice del nono premio della Nationalgalerie nell’autunno del 2017. Per l’occasione l’artista, che lavora utilizzando film e sequenze animate, ha realizzato una video installazione che verrà esposta nelle sala storica dell’Hamburger Bahnhof. Per concludere la visita consigliamo di lasciare il centro cittadino e raggiungere il Georg Kolbe Museum dove, tra alberi e fontane, ci si può sedere tra le sculture e assaporare le ultime ore di luce. Inaugurata il 19 settembre, la mostra, Zarte Männer in der Skulptur der Moderne, tocca un tema caro gli scultori di inizio Novecento. In un universo segnato dalla sicurezza bellico- militante, gli scultori cercano la delicatezza nel corpo e nell’anima maschile, determinando la nascita dell’ideale dell’uomo sensibile ed esile, in contrasto con il tipico ideale dell’eroe. Con oltre 80 sculture, il museo presenta la storia dell’evoluzione del ruolo maschile nella società contemporanea, raccontandoci una storia d’emancipazione lineare e sequenziale. Ed è qui che nel seminterrato del museo, nella stanza più piccina è lasciato spazio alle speranze e ai desideri: una piccolo bronzo del 1936 di Hermann Blumenthal- Sterngucker- l’astronomo- con il suo guardare al cielo alla rscoperta di nuove stelle, apre la strada a nuove ed entusiasmanti ricerche. Berlin Art Week, dal 26 al 30 settembre 2018, Berlino Info: www.berlinartweek.de/de/home

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