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La verità è sempre un’altra

Una selezione di 22 opere del Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene (EMST) sono ospitate nelle sale della Galleria Nazionale di Roma instaurando con la collezione romana un dialogo aperto. Le due collezioni permanenti per la prima volta si incontrano in un’unica mostra. Senza spazi dedicati o pannelli esplicativi, La verità è sempre un’altra. Un dialogo tra due collezioni, curata da Katerina Koskina, direttrice dell’EMST, e da Daphne Vitali, curatrice dell’EMST, riannoda i fili di un antico legame, accogliendo senza soluzione di continuità nel percorso espositivo della Galleria Nazionale opere provenienti dalla collezione permanente dell’EMST. L’idea alla base del progetto è quella di instaurare un dialogo tra Grecia e Italia all’insegna dell’arte contemporanea, facendo riemergere quelle connessioni che hanno fatto della cultura greco-romana il centro della cultura occidentale. A ribadire un rapporto di predilezione e affinità tra i due paesi c’è la decisione di ospitare opere di artisti che intrattengono una relazione profonda con l’Italia, scelta per la propria formazione o per portare avanti la propria ricerca artistica. In particolare sono presenti le opere degli artisti greci Caniaris, Condos, Gaïtis, Kessanlis e Tsoclis, membri del Gruppo Sigma, movimento fondato a Roma nel 1959. 

Time is Out of Joint, l’attuale allestimento della collezione permanente della Galleria Nazionale, appare il luogo ideale in cui dare forma a un dialogo che vuole essere lasciato alla libera interpretazione dello spettatore. La verità è sempre un’altra, dal titolo di un’opera dello scultore Costas Varotsos presente in mostra, propone dunque un itinerario all’interno delle sale che è compito dello spettatore tracciare, alla scoperta di un nucleo di 22 opere di 16 artisti inserite, ”seminate” direttamente nel tessuto museale già esistente. E spetta sempre al visitatore cogliere affinità e contrasti che affiorano dagli accostamenti. Per esempio Poesia (mirror) di Chryssikopoulos è collocata nella sala dei gessi, con cui entra in contatto attraverso un’identità di materiali; Composition di Tsoclis affianca Grande Plastica di Alberto Burri, importante punto di riferimento per questi artisti; La verità è sempre un’altra di Varotsos si mette in connessione con Ferro SP di Burri; Bag di Nikos Kessanlis si trova tra Cretto G 1 di Burri e Ruderi su un prato di Pino Pascali, secondo un’affinità che si dà nell’identità cromatica; Boottari, sacchi colorati che rimandano al nomadismo, di Kimsooja, sono disposti sul pavimento a gruppi di tre, oppure sparsi in varie direzioni, unendo idealmente e visivamente le diverse sale. Altre come Untitled di Alithinos o Liquidation di Zygouri, più isolate, si trovano in spazi di passaggio, qualificandoli.

Le opere, tra sculture, quadri, fotografie, video, documenti di performance e installazioni, sono di Dimitris Alithinos, Manolis Baboussis, Vlassis Caniaris, Stathis Chryssikopoulos, Dimitris Condos, Eirini Efstathiou, Yannis Gaitis, Emily Jacir, Nikos Kessanlis, Kimsooja, Piotr Kowalski, Dimitris Kozaris, Thomas Struth, Kyrillos Sarris, Costas Tsoclis, Costas Varotsos, Mary Zygouri.

La Galleria Nazionale per la prima volta apre i propri spazi alla collezione di un’istituzione museale straniera, includendola nel proprio percorso espositivo «con la speranza di altre future collaborazioni» dichiarano Cristiana Collu e Katerina Koskina.

La verità è sempre un’altra nasce dal programma Tempo Forte Italia – Grecia 2018, promosso dall’Ambasciata d’Italia ad Atene, per approfondire e rafforzare relazioni che legano i due paesi attraverso forme di collaborazione che partono dal settore culturale, e costituisce la terza edizione di una serie di progetti espositivi del museo di Atene dal titolo EMST in the World, iniziata nel 2016.

Fino all’11 novembre; Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea; viale delle Belle Arti 131, Roma; Info: lagallerianazionale.com

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