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Il re bianco

Nel dicembre 2003 Davide Toffolo, uno degli autori di fumetti più apprezzati in Italia nonché cofondatore e cantante della band indie rock Tre allegri ragazzi morti, pubblicava sul sito del gruppo un post dal titolo La cattura del gorilla bianco, nel quale raccontava la triste storia, giunta al capolinea, di Copito de nieve (Fiocco di neve), il gorilla bianco che ha vissuto nello zoo di Barcellona dal 1968 al 2003, dove è morto per malattia, diventando una star internazionale. ”Il gorilla bianco è morto. Oramai lo sanno tutti. Ne hanno parlato tutti i telegiornali e i settimanali illustrati del mondo riaffermando che Copito è stato il gorilla più famoso del mondo. Questa la stilizzazione della sua storia ufficiale riportata nel sito dello zoo di Barcellona, suo teatro e sua prigione per più di trent’anni”, l’incipit del racconto di Toffolo, divenuto un graphic novel poetico, intimista e universale – adesso in un’edizione rimasterizzata edita da Bao publishing, con una nuova cover, una nuova veste e una prefazione a fumetti dell’autore – che analizza la relazione, intrinseca, dell’uomo con la natura.

Il re bianco (160 pagine, 17 euro) rappresenta uno dei volumi più importanti di Toffolo – pordenonese, classe 1965 –, un racconto costruito attorno alla sua lunga fascinazione nei confronti del Copito de nieve, il famoso gorilla albino, un esemplare di gorilla di pianura unico, che in copertina è rappresentato come una sorta di Elvis Presley del mondo animale (nulla di strano, considerando che ha vissuto la sua intera esistenza sotto le luci, non sempre benevole, dei media internazionali). Ma Il re bianco non è soltanto una narrazione che rimanda – seppure con tutte le sfumature del caso – a una storia realmente accaduta, ma un volume a fumetti nel quale l’autore friulano (del quale consigliamo di recuperare, su tutti, l’autobiografia a fumetti Graphic novel is dead, edita da Rizzoli Lizard) indaga, a più ampio raggio, il rapporto tra l’uomo e l’animale, la difficoltà – che con il tempo diventa sempre maggiore – del dialogo fra adulti e ragazzi e la (avvilente) trasformazione, a opera dell’uomo, di un essere vivente in merce da esporre.

”Questo che avete in mano è il mio libro più bello. Non lo dico per convincerci a comprarlo. Sarà per quanta energia mi è costato. Dentro la storia ci sono i segni caratteristici della mia poetica: la diversità, il confronto fra le generazioni, la trasformazione della vita prodotta dai mass media”, scrive – anzi, illustra, considerando che si tratta di vignette – Toffolo nell’introduzione. Un’opera, la sua, che nasce da un viaggio reale, da Genova a Barcellona, fino ad approdare al museo di storia naturale di Londra. Il re bianco non è una lettura semplice; in alcuni passi può apparire poco scorrevole proprio perché, prima di immergersi nel racconto, è bene conoscere la storia di Copito (“Salvador Dalì lo omaggiò con un vestito da sposa e un grande pastello”, scrive ancora l’autore). Magari anche grazie all’identikit (ripreso in coda da Toffolo) fatto di lui, nel 1983, da Italo Calvino: “È una montagna di carne e pelo bianco. Quel viso di fattezze enormi, di gigante triste, ogni tanto si volta verso la folla dei visitatori e attraverso il vetro, a un metro si mostra”.

Info: www.baopublishing.it

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