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Dopo Manifesta le installazioni di Tosatti sbarcano in Lettonia

Dal 6 al 12 settembre il Festival Internazionale del Teatro Contemporaneo Homo Novus presenterà il progetto di installazioni Il mio cuore è un vuoto. Il vuoto è uno specchio – Episodio di Riga, dell’artista Gian Maria Tosatti, sviluppato nella capitale lettone, all’interno del programma di residenza internazionale promosso dalla piattaforma Magic Carpets, supportata da Creative Europe. L’esposizione, dopo l’episodio di Catania, realizzato per Manifesta 12, è il secondo capitolo del nuovo ”romanzo visivo” dell’artista. Si tratta di un progetto a tappe, che porterà Tosatti a girare l’Europa per testimoniare lo stato attuale della civiltà. Il nostro continente è percepito come una confederazione di stati in pace e prosperità, ma secondo l’artista la verità è diversa: l’intero continente è coinvolto in guerre, genocidi, pulizia etnica e distruzione di intere città, così lui si propone come reporter dei fatti. Tosatti non crede che il suo compito sia quello giudicare, ma osservare e proporre ritratti che possano rivelare la verità dietro qualsiasi finzione.

Questo nuovo ciclo di opere, idealmente ispirate all’ultima trilogia di romanzi di Louis Ferdinand Céline, sarà un pellegrinaggio fatto da un artista che non è estraneo allo spirito del tempo che descrive. Ogni capitolo di questo nuovo ”ciclo di racconti” è definito dal titolo generale del progetto, scritto nella lingua del paese in cui si svolge l’opera, con le specifiche della città in cui è realizzato. Ogni volta il titolo è anche scritto in yiddish. L’episodio di Riga è un dialogo con una sensibilità che pervade la città, i suoi spazi e le persone che vi vivono. I locali dell’ex fabbrica tessile Boļševička vengono trasformati dall’artista in un complesso proletario, uno dei tanti costruiti in passato e che ora sembrano deserti, anche se c’è vita nascosta dietro le porte e le finestre chiuse. La ricerca di Tosatti parte da questa invisibilità, questa separazione che rompe la consapevolezza di essere una società che lavora insieme per costruire un futuro, una prospettiva. Il lavoro dell’artista è pervaso da un senso glaciale di solitudine e paura e il percorso del visitatore sembra un viaggio in ciò che rimane di un sogno di un uomo morto.

Info: www.homonovus.lv

 

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