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Arriva FuoriFormato, la rassegna di cinema indipendente

Il 28 agosto alle 21 l’Isola del Cinema di Roma ospita la sezione Fuoriformato nell’ambito del progetto Fuorinorma. Una rassegna che si pone come obiettivo la valorizzazione di quel cinema italiano di ricerca, tra documento, narrazione e sperimentazione, ingiustamente escluso dai circuiti ufficiali. Questa sezione contiene cortometraggi di artisti e cineasti italiani, che da sempre si occupano di videoarte o cinema sperimentale, ma anche di animazione, performance, videomusica e quelle forme a cavallo tra il territorio delle arti visive e quello delle immagini in movimento. La nozione di ”fuori formato” non sta, quindi, a indicare solo la durata, ma soprattutto la flessibilità concettuale e formale, la dimensione metamorfica di questi film, o meglio oggetti audiovisivi.

La maggior parte di queste opere sono state pensate per una visione monocanale (su un solo schermo), altre hanno anche una loro esistenza installativa, a dimostrazione di come le immagini possano acquistare forme sempre diverse a seconda dei contesti, degli spazi e delle esigenze di fruizione. I criteri di selezione sono vari, a cominciare dalla durata: si è pensato di inserire lavori piuttosto brevi, sia per facilitare la partizione in programmi, sia per rendere più attenta la visione dello spettatore, sia per consentire di mettere quanti più autori possibili in rassegna, pur sapendo che una panoramica del genere, circoscritta cronologicamente agli ultimi dieci anni, non può affatto essere esaustiva riguardo ad autori e tendenze, ma solo indicativa di una fervente attività produttiva, quasi sempre autofinanziata e poco sostenuta dallo Stato o da altre istituzioni pubbliche e private. 

Ore 21 all’Isola del Cinema, Isola Tiberina (Piazza S. Bartolomeo All’Isola, 21)

PROGRAMMA

Person-A di Con.tatto di Davide Mastrangelo e Francesca Leoni, 4’26″

Skinned di Francesca Fini, 2018, 7′

I Ain’t Superstitious di Francesca Romana Pinzari, 2009, 5’37

Struggle for Power. The Fox and the Wolf di Elena Bellantoni, 2014, 8’50″

Post Rebis di Alessandro Amaducci, 2016-2017, 3’44″

Blinding Plan 2 (The Cathedral) di Debora Vrizzi, 2018, 8′

Miss Candace Hilligos Flickering Halo di Vincenzo Core e Fabio Scacchioli, 2011, 13’50″

Kurgan di Igor Imhoff, 2013, 5’04″

Reverse Metamorphosis di Eleonora Manca, 2015, 1’14″

Il mio corpo a maggio di Matilde De Feo, 2014, 1’10″

Microbioma di Virginia Eleuteri Serpieri e Gianluca Abbate, 2013, 5′

Panorama di Gianluca Abbate, 2014, 7’15″

Dust Grains di Elisabetta Di Sopra, 2014, 3’31″

Quasi fosse amore di Antonello Matarazzo, 2018, 4’45″

L’ombra della sposa di Alessandra Pescetta, 2017, 11’10″

Halphabeth di Basmati, 2018, 6′

La cognizione del calore di Salvatore Insana, 2017, 11’37″

Anthropometry 154855 di Marcantonio Lunardi, 2015, 3’36″

Colombi di Luca Ferri, 2016, 20′

White Sex di Rita Casdia, 2008, 2′

La rivoltella di Danilo Torre, 2010, 5′

Di domenica di Donato Sansone, 2015, 4′

Kintsugi di Apotropia, 2014. 4’30″

Pryntil di Virgilio Villoresi, 2011, 3’50″

Dagadol di Morgan Menegazzo e Mariachiara Pernisa, 2017, 11′

Debris di Giuseppe Boccassini, 2017, 11′

Linea d’onda di Audrey Coianitz, 2018, 4′

 

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