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Aftermath: Art in the Wake of World War One

A un secolo dalla fine della prima guerra mondiale una nuova mostra alla Tate Britain di Londra esplora come gli artisti abbiano risposto agli orrori fisici e psicologici della “guerra per porre fine a tutte le guerre”. Aftermath: Art in the Wake of World War One, visitabile fino al 23 settembre, raccoglie 150 opere per raccontare i diversi approcci degli artisti nel ricordare il periodo del conflitto. Sono varie le reazioni, ma ciò che li accomuna è che spesso i dipinti non catturano la marcia vittoriosa di grandi combattenti patrioti, ma la brutalità della guerra di trincea e la perdita della dignità per soldati senza volto, coinvolti in un insensato massacro industriale. Alcuni degli artisti avevano prestato servizio sul fronte occidentale o orientale, incluso il pittore inglese Paul Nash, i cui acquerelli narrano di un paesaggio lacerato, nudo, sfregiato e crivellato. Tra gli artisti in mostra George Grosz e Otto Dix, che hanno denunciato il trattamento dei veterani disabili nella società del dopoguerra, Hannah Höch e André Masson, determinanti per la nascita di nuove forme d’arte come dada e surrealismo, Pablo Picasso e Winifred Knights, che dopo l’orrore della guerra ripiegano alla tradizione e al classicismo, e altri, tra cui Fernand Léger e CRW Nevinson, che hanno immaginato visioni di città del futuro per descrivere la società che iniziava a ricostruirsi.

Info: www.tate.org.uk

 

Tate modern

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